Traduzione di Paragrafo 35, Libro 13 di Tacito

Versione originale in latino


Sed Corbuloni plus molis adversus ignaviam militum quam contra perfidiam hostium erat: quippe Syria transmotae legiones, pace longa segnes, munia castrorum aegerrime tolerabant. Satis constitit fuisse in eo exercitu veteranos, qui non stationem, non vigilias inissent, vallum fossamque quasi nova et mira viserent, sine galeis, sine loricis, nitidi et quaestuosi, militia per oppida expleta. Igitur dimissis, quibus senectus aut valitudo adversa erat, supplementum petivit. Et habiti per Galatiam Cappadociamque dilectus, adiectaque ex Germania legio cum equitibus alariis et peditatu cohortium. Retentusque omnis exercitus sub pellibus, quamvis hieme saeva adeo, ut obducta glacie nisi effossa humus tentoriis locum non praeberet. Ambusti multorum artus vi frigoris, et quidam inter excubias exanimati sunt. Adnotatusque miles, qui fascem lignorum gestabat, ita praeriguisse manus, ut oneri adhaerentes truncis brachiis deciderent. Ipse cultu [l]evi, capite intecto, in agmine, in laboribus frequens adesse, laudem strenuis, solacium invalidis, exemplum omnibus ostendere. Dehinc, quia duritia caeli militiaeque multi abnuebant deserebantque, remedium severitate quaesitum est. Nec enim, ut in aliis exercitibus, primum alterumque delictum venia prosequebatur, se qui signa reliquerat, statim capite poenas luebat. Idque usu salubre et misericordia melius apparuit: quippe pauciores illa castra deseruere quam ea, in quibus ignoscebatur.

Traduzione all'italiano


Ma per Corbulone era più arduo combattere contro l'ignavia dei suoi soldati che contro la perfidia dei nemici. Le legioni trasferite dalla Siria, impigrite dalla lunga pace, recalcitravano di fronte ai doveri militari. Risultò che in quell'esercito c'erano dei veterani che non avevano mai fatto parte di un corpo di guardia o svolto un turno di sentinella e che guardavano un trinceramento o una fossa come cose insolite e strane, senza elmi, senza corazze, attenti solo a essere eleganti e a far soldi, per aver fatto il servizio nelle città. Congedò allora gli inadatti per età o condizioni fisiche e chiese nuovi complementi. Si fecero quindi leve in Galazia e in Cappadocia e giunse di rinforzo, dalla Germania, una legione con reparti ausiliari di cavalleria e fanteria. Tutto l'esercito fu tenuto in tende di pelli, benché l'inverno fosse così rigido che era impossibile fissare le tende se non scavando la terra coperta di ghiaccio. Molti ebbero le membra congelate dalla violenza del freddo e taluni morirono assiderati nei turni di guardia. Si poté osservare un soldato, le cui mani, mentre portava una fascina, si irrigidirono al punto da restare attaccate alla legna e caddero giù staccate dalle braccia. Corbulone con vesti leggere e a capo scoperto era sempre presente tra i soldati nelle marce e nelle fatiche, lodava chi desse prova di grande resistenza, confortava quelli che erano invece indeboliti, proponendosi come esempio per tutti. Ma in seguito, poiché molti, per la durezza del clima e del servizio, recalcitravano o disertavano, ricorse al rimedio della severità. Non concedeva perdono, come negli altri eserciti, alla prima o alla seconda mancanza, ma chi lasciava il reparto era subito giustiziato. Tale sistema si rivelò, nei fatti, efficiente e più efficace di quello in cui si applicava il perdono.