Traduzione di Paragrafo 29, Libro 13 di Tacito

Versione originale in latino


Varie habita ac saepe mutata eius rei forma. Nam Augustus senatui permisit deligere praefectos; deinde ambitu suffragiorum suspecto, sorte ducebantur ex numero praetorum qui praeessent. Neque id diu mansit, quia sors deerrabat ad parum idoneos. Tum Claudius quaestores rursum imposuit, iisque, ne metu offensionum segnius consulerent, extra ordinem honores promisit: sed deerat robur aetatis eum primum magistratum capessentibus. Igitur Nero praetura perfunctos et experientia probatos delegit.

Traduzione all'italiano


L'amministrazione del tesoro pubblico aveva subÏto numerose regolamentazioni, non senza frequenti modifiche. Con Augusto infatti la scelta dei prefetti spettò al senato; poi, per il sospetto di brogli nella designazione, i responsabili dell'erario vennero estratti a sorte fra i pretori. Ma anche questo sistema non durò a lungo, perché la sorte tendeva a dirottare sui meno capaci. Allora Claudio tornò ai questori e, perché non agissero con eccessivi riguardi nel timore di farsi dei nemici, promise loro vantaggi nella carriera politica: ma chi assumeva quella carica, proprio perché era agli inizi della carriera, mancava dell'autorità che deriva dagli anni. Perciò Nerone scelse persone che avessero già esercitato la pretura, rese affidabili dall'esperienza.