Traduzione di Paragrafo 20, Libro 13 di Tacito

Versione originale in latino


Provecta nox erat et Neroni per vinolentiam trahebatur, cum ingreditur Paris, solitus alioquin id temporis luxus principis intendere, sed tunc compositus ad maestitiam, expositoque indicii ordine ita audientem exterret, ut non tantum matrem Plautumque interficere, sed Burrum etiam demovere praefectura destinaret, tamquam Agrippinae gratia provectum et vicem reddentem. Fabius Rusticus auctor est scriptos esse ad Caecinam Tuscum codicillos, mandata ei praetoriarum cohortium cura, sed ope Senecae dignationem Burro retentam. Plinius et Cluvius nihil dubitatum de fide praefecti referunt. Sane Fabius inclinat ad laudes Senecae, cuius amicitia floruit. Nos consensum auctorum secuturi, quae diversa prodiderint, sub nominibus ipsorum trademus. Nero trepidus et interficiendae matris avidus non prius differri potuit, quam Burrus necem eius promitteret, si facinoris coargueretur; sed cuicumque, nedum parenti defensionem tribuendam; nec accusatores adesse, sed vocem unius [et] ex inimica domo adferri: reputare[t] tenebras et vigilatam convivio noctem omniaque temeritati et inscitiae propiora.

Traduzione all'italiano


Era notte inoltrata, e Nerone la trascinava nell'ubriachezza, quando entra Paride, solito, in altre circostanze, a eccitare a quell'ora la dissolutezza del principe, ma questa volta carico di studiata mestizia: espone tutti i particolari della denuncia e provoca nel suo ascoltatore un tale spavento che la prima idea di Nerone fu, non solo di uccidere la madre e Plauto, ma di destituire Burro dalla prefettura del pretorio, sospettandolo di restituire il favore ad Agrippina, grazie alla quale era salito a quella carica. Fabio Rustico attesta che vennero stese disposizioni scritte per Cecina Tusco, perché assumesse il comando delle coorti pretoriane, ma che poi, per intervento di Seneca, Burro conservò la carica. Plinio e Cluvio dicono che non ci furono dubbi sulla lealtà del prefetto. Vero è che Fabio tende a elogiare Seneca, alla cui amicizia è legata la propria fortuna. Quanto a me, intendo seguire le fonti, se sono unanimi; in caso di divergenza, registrerò le versioni sotto i nomi dei loro autori. Nerone, trepidante e impaziente di uccidere la madre, non si lasciò indurre a differire la cosa, prima che Burro non gli avesse promesso la morte di lei, se riconosciuta colpevole: a chiunque - gli diceva - spetta una difesa, tanto più a una madre; e poi mancavano gli accusatori, salvo una voce solitaria proveniente da una casa ostile: bisognava tener conto del buio, della notte trascorsa a banchetto, circostanze che troppo facilmente portano alla precipitazione e ai gesti irrazionali.