Traduzione di Paragrafo 10, Libro 13 di Tacito

Versione originale in latino


Eodem anno Caesar effigiem Cn. Domitio patri et consularia insignia Asconio Labeoni, quo tutore usus erat, petivit a senatu; sibique statuas argento vel auro solidas adversus offerentes prohibuit. Et quamquam censuissent patres, ut principium anni mense Decembri, quo ortus erat Nero, veterem religionem kalendarum Ianuariarum inchoando anno retinuit. Neque recepti sunt inter reos Carrinas Celer senator servo accusante, aut Iulius Densus equester Romanus, cui favor in Britannicum crimini dabatur.

Traduzione all'italiano


In quello stesso anno Cesare chiese al senato una statua per il proprio padre Gneo Domizio e le insegne consolari per Asconio Labeone, ch'era stato suo tutore; si oppose invece a chi gli offriva statue d'argento e d'oro massiccio. E, nonostante la delibera del senato che l'inizio dell'anno principiasse dal mese di dicembre, quello in cui era nato Nerone, conservò l'antico e rituale uso di far cominciare l'anno con le calende di gennaio. Non diede poi corso ai processi contro il senatore Carrinate Celere, accusato da uno schiavo, e contro il cavaliere Giulio Denso, incriminato per simpatie verso Britannico.