Traduzione di Paragrafo 69, Libro 12 di Tacito

Versione originale in latino


Tunc medio diei tertium ante Idus Octobris, fortibus palatii repente diductis, comitante Burro Nero egreditur ad cohortem, quae more militiae excubiis adest. Ibi monente praefecto faustis vocibus exceptus inditur lecticae. Dubitavisse quosdam ferunt, respectantis rogitantisque ubi Britannicus esset: mox nullo in diversum auctore quae offerebantur secuti sunt. Inlatusque castris Nero et congruentia tempori praefatus, promisso donativo ad exemplum paternae largitionis, imperator consalutatur. Sententiam militum secuta patrum consulta, nec dubitatum est apud provincias. Caelestesque honores Claudio decernuntur et funeris sollemne perinde ac divo Augusto celebratur, aemulante Agrippina proaviae Liviae magnificentiam. Testamentum tamen haud recitatum, ne antepositus filio privignus iniuria et invidia animos vulgi turbaret.

Traduzione all'italiano


Verso mezzogiorno del terzo giorno prima delle Idi di ottobre, si spalancano d'improvviso le porte del palazzo imperiale ed esce Nerone, accompagnato da Burro e diretto verso la coorte, che, secondo la prassi, fungeva da guardia. Qui, su indicazione del prefetto, viene accolto da acclamazioni augurali e fatto salire in lettiga. Raccontano che alcuni esitarono, girandosi a cercare e chiedendo dove fosse Britannico; poi, in mancanza di iniziative contrarie, si adattarono alla situazione loro proposta. Nerone, nella caserma dei pretoriani, dopo poche parole di circostanza e dopo la promessa di donativi secondo l'esempio paterno, viene salutato imperatore. Una delibera del senato fece seguito alla scelta dei soldati; e nelle province non si manifestarono esitazioni. A Claudio vengono decretati onori celesti e un funerale di solennità pari a quello di Augusto, perché Agrippina gareggiava in magnificenza con la bisnonna Livia. Non venne però letto in pubblico il testamento: un figliastro anteposto al figlio poteva turbare, dando l'impressione di un'odiosa ingiustizia, l'animo popolare.