Traduzione di Paragrafo 66, Libro 12 di Tacito

Versione originale in latino


In tanta mole curarum valetudine adversa corripitur, refovendisque viribus mollitia caeli et salubritate aquarum Sinuessam pergit. Tum Agrippina, sceleris olim certa et oblatae occasionis propera nec ministrorum egens, de genere veneni consultavit, ne repentino et praecipiti facinus proderetur; si lentum et tabidum delegisset, ne admotus supremis Claudius et dolo intellecto ad amorem filii rediret. Exquisitum aliquid placebat, quod turbaret mentem et mortem differret. Deligitur artifex talium vocabulo Locusta, nuper veneficii damnata et diu inter instrumenta regni habita. Eius mulieris ingenio paratum virus, cuius minister e spadonibus fuit Halotus, inferre epulas et explorare gustu solitus.

Traduzione all'italiano


Oppresso da tante preoccupazioni, Narcisso cade malato e si reca a Sinuessa a riprendersi, in quel dolce clima, con le sue acque salutari. Allora Agrippina, decisa da tempo al delitto, svelta ad approfittare dell'occasione offertasi e non priva certo di chi le tenesse mano, si informò sul veleno da usare: non fulmineo, perché poteva rivelare il misfatto; temeva però che, con la scelta di uno ad azione tossica lenta, Claudio potesse, scoperto l'inganno, tornare, nei momenti precedenti la morte, all'amore per il figlio. Le occorreva qualcosa di speciale, che sconvolgesse la mente senza affrettare la morte. Viene scelta un'avvelenatrice di nome Locusta, recentemente condannata per veneficio e da tempo considerata come uno degli strumenti del potere. Grazie all'abilità di quella donna, venne confezionato il veleno, che gli fu somministrato poi dall'eunuco Aloto, incaricato di portare i cibi e assaggiarli.