Traduzione di Paragrafo 65, Libro 12 di Tacito

Versione originale in latino


Ceterum obiecta sunt quod coniugem principis devotionibus petivisset quodque parum coercitis per Calabriam servorum agminibus pacem Italiae turbaret. Ob haec mors indicta, multum adversante Narcisso, qui Agrippinam magis magisque suspectans prompsisse inter proximos ferebatur certam sibi perniciem, seu Britannicus rerum seu Nero poteretur; verum ita de se meritum Caesarem, ut vitam usui eius impenderet. Convictam Messalinam et Silium; pares iterum accusandi causas esse, si Nero imperitaret; Britannico successore nullum principi metum: at novercae insidiis domum omnem convelli, maiore flagitio quam si impudicitiam prioris coniugis reticuisset. Quamquam ne impudicitiam quidem nunc abesse Pallante adultero, ne quis ambigat decus pudorem corpus, cuncta regno viliora habere. Haec atque talia dictitans amplecti Britannicum, robur aetatis quam maturrimum precari, modo ad deos, modo ad ipsum tendere manus, adolesceret, patris inimicos depelleret, matris etiam interfectores ulcisceretur.

Traduzione all'italiano


Ben altre furono, però, le imputazioni che le mossero: l'aver fatto incantesimi contro la moglie del principe e turbato la pace in Italia, perché in Calabria non aveva tenuto a freno con sufficiente fermezza le bande formate dai suoi schiavi. Questi i motivi per cui le fu comminata la morte, nonostante la fiera opposizione di Narcisso, il quale, nutrendo sospetti sempre più gravi contro Agrippina, avrebbe confidato ad alcuni intimi - secondo quanto si diceva - che la sua rovina era inevitabile, sia che al potere ci fosse Britannico sia Nerone, ma che aveva tali debiti verso Claudio da voler sacrificargli la propria vita. La condanna di Messalina e di Silio - considerava - era stato lui a volerla, ed eguali motivi d'accusa potevano ancora valere, se Nerone saliva al potere; la designazione di Britannico non costituiva invece, per il principe, nessun pericolo. Intanto però tutta la casa era sconvolta dalle trame della matrigna e tacerle era, per lui, vergogna peggiore che se avesse coperto gli scandali della moglie precedente. Del resto lo scandalo non mancava neppure ora, con l'adulterio di Agrippina e Pallante; e nessuno poteva dunque aver dubbi che per lei la dignità, il pudore, il rispetto del proprio corpo, tutto era meno di nulla rispetto al potere. E, così parlando, abbracciava Britannico e, tendendo le mani ora verso gli dèi, ora verso di lui, gli augurava di raggiungere al più presto la pienezza delle sue forze giovanili, di cacciare i nemici di suo padre e anche di vendicarsi di chi aveva voluto la morte di sua madre.