Traduzione di Paragrafo 61, Libro 12 di Tacito

Versione originale in latino


Rettulit dein de immunitate Cois tribuenda multaque super antiquitate eorum memoravit: Argivos vel Coeum Latonae parentem vetustissimos insulae cultores; mox adventu Aesculapii artem medendi inlatam maximeque inter posteros eius celebrem fuisse, nomina singulorum referens et quibus quisque aetatibus viguissent. Quin etiam dixit Xenophontem, cuius scientia ipse uteretur, eadem familia ortum, precibusque eius dandum ut omni tributo vacui in posterum Coi sacram et tantum dei ministram insulam colerent. Neque dubium habetur multa eorundem in populum Romanum merita sociasque victorias potuisse tradi: sed Claudius facilitate solita quod uni concesserat nullis extrinsecus adiumentis velavit.

Traduzione all'italiano


Riferì poi Claudio sull'opportunità di concedere l'esenzione fiscale agli abitanti di Coo, sull'antica origine dei quali dissertò a lungo. Gli Argivi e Ceo, padre di Latona, erano stati - ricordava - i primi abitanti dell'isola. Poi, con l'arrivo di Esculapio, venne introdotta l'arte della medicina, resa famosa soprattutto dai suoi discendenti, dei quali Claudio riferì i nomi e l'epoca in cui ciascuno era fiorito. Disse anche che Senofonte, medico del cui sapere egli personalmente si avvaleva, era un discendente della stessa famiglia e proponeva di accogliere la sua richiesta, secondo cui i Coi, esenti per il futuro da ogni tributo, dovevano vivere in quell'isola sacra, dedicandosi unicamente al culto del dio. Degli abitanti di Coo si potevano vantare, senza dubbio, le numerose benemerenze verso il popolo romano e le vittorie riportate insieme: ma Claudio evitò di mascherare con motivazioni esterne il privilegio concesso, con la sua solita facilità, a un solo destinatario.