Traduzione di Paragrafo 57, Libro 12 di Tacito

Versione originale in latino


Sed perfecto spectaculo apertum aquarum iter. Incuria operis manifesta fuit, haud satis depressi ad lacus ima vel media. Eoque tempore interiecto altius effossi specus, et contrahendae rursum multitudini gladiatorum spectaculum editur, inditis pontibus pedestrem ad pugnam. Quin et convivium effluvio lacus adpositum magna formidine cunctos adfecit, quia vis aquarum prorumpens proxima trahebat, convulsis ulterioribus aut fragore et sonitu exterritis. Simul Agrippina trepidatione principis usa ministrum operis Narcissum incusat cupidinis ac praedarum. Nec ille reticet, impotentiam muliebrem nimiasque spes eius arguens.

Traduzione all'italiano


Concluso lo spettacolo, si aprì la via delle acque. Apparve allora chiara l'imperfezione dell'opera: la galleria non era scesa abbastanza rispetto alle parti basse, o almeno medie, del lago. Scavarono poi, a una certa distanza di tempo, una galleria più profonda e, per richiamare ancora una gran folla, le fu offerto uno spettacolo di gladiatori, dopo aver gettato dei ponti, per uno scontro di fanteria. Se non che, nel banchetto imbandito allo sbocco del lago, tutti furono preda di un enorme spavento, perché l'acqua, irrompendo violenta, trascinava via quanto le stava vicino, mettendo a soqquadro cose e creando panico tra le persone più distanti, atterrite dall'assordante fragore. Allora Agrippina, approfittando dell'agitazione di Claudio, accusa Narcisso, l'appaltatore dell'opera, di avidità e di furto. Le replicò il liberto, accusandola di incapacità di controllo, tipicamente femminile, e di sfrenata ambizione.