Traduzione di Paragrafo 53, Libro 12 di Tacito

Versione originale in latino


Inter quae refert ad patres de poena feminarum quae servis coniungerentur; statuiturque ut ignaro domino ad id prolapsae in servitute, sin consensisset, pro libertis haberentur. Pallanti, quem repertorem eius relationis ediderat Caesar, praetoria insignia et centies quinquagies sestertium censuit consul designatus Barea Soranus. Additum a Scipione Cornelio grates publice agendas, quod regibus Arcadiae ortus veterrimam nobilitatem usui publico postponeret seque inter ministros principis haberi sineret. Adseveravit Claudius contentum honore Pallantem intra priorem paupertatem subsistere. Et fixum est [aere] publico senatus consultum quo libertinus sestertii ter milies possessor antiquae parsimoniae laudibus cumulabatur.

Traduzione all'italiano


Claudio, fra l'altro, relaziona in senato sulla pena da comminare alle donne che avessero rapporti sessuali con schiavi: si stabilisce che quelle cadute in tale colpa all'insaputa del padrone, fossero rese anch'esse schiave, e se invece col suo consenso, si considerassero liberte. E a Pallante, indicato da Cesare come autore di questa proposta, vengono conferite le insegne pretorie e quindici milioni di sesterzi, su proposta del console designato Barea Sorano. Cornelio Scipione si espresse, in aggiunta, per un pubblico ringraziamento, perché, discendente dai re d'Arcadia, posponeva l'antichissima nobiltà al bene pubblico e accettava di rimanere, tra i suoi collaboratori, al servizio del principe. Claudio assicurò che Pallante, pago dell'onore, voleva restare nella precedente povertà. Per cui venne fissato in tavole di bronzo il senatoconsulto in cui si ricopriva di lodi, per una parsimonia davvero degna degli antichi, un liberto che possedeva trecento milioni di sesterzi.