Traduzione di Paragrafo 48, Libro 12 di Tacito

Versione originale in latino


At Quadratus cognoscens proditum Mithridaten et regnum ab interfectoribus obtineri, vocat consilium, docet acta et an ulcisceretur consultat. Paucis decus publicum curae, plures tuta disserunt: omne scelus externum cum laetitia habendum; semina etiam odiorum iacienda, ut saepe principes Romani eandem Armeniam specie largitionis turbandis barbarorum animis praebuerint: poteretur Radamistus male partis, dum invisus infamis, quando id magis ex usu quam si cum gloria adeptus foret. In hanc sententiam itum. Ne tamen adnuisse facinori viderentur et diversa Caesar iuberet, missi ad Pharasmanen nuntii ut abscederet a finibus Armeniis filiumque abstraheret.

Traduzione all'italiano


Quadrato, nell'apprendere il tradimento subìto da Mitridate e che il regno era in mano dei suoi assassini, convoca il consiglio di guerra, espone i fatti e lo interpella su un'eventuale reazione. L'onore dello stato sta a cuore a pochi; i più argomentano pensando alla sicurezza: ogni delitto fra stranieri andava accolto con soddisfazione, anzi era bene gettare il seme della discordia, come spesso già fatto dai prìncipi romani che, fingendo di farne dono, avevano offerto quella stessa Armenia per fomentare torbidi tra i barbari; Radamisto poteva tenersi la sua infame conquista, purché malvisto e squalificato, perché ciò era più utile che se l'avesse conquistata con gloria. Prevalse questa scelta. Per non sembrare però consenzienti al delitto e temendo ordini opposti da Cesare, inviarono messi a Farasmane, intimandogli di lasciare l'Armenia e di richiamare il figlio da essa.