Traduzione di Paragrafo 47, Libro 12 di Tacito

Versione originale in latino


Ac primo Radamistus in amplexus eius effusus simulare obsequium, socerum ac parentem appellare; adicit ius iurandum, non ferro, non ferro, non veneno vim adlaturum; simul in lucum propinquum trahit, provisum illic sacrificii paratum dictitans, ut diis testibus pax firmaretur. Mos est regibus, quoties in societatem coeant, implicare dextras pollicesque inter se vincire nodoque praestringere: mox ubi sanguis in artus [se] extremos suffuderit, levi ictu cruorem eliciunt atque invicem lambunt. Id foedus arcanum habetur quasi mutuo cruore sacratum. Sed tunc qui ea vincla admovebat, decidisse simulans genua Mithridatis invadit ipsumque prosternit; simulque concursu plurium iniciuntur catenae. Ac compede, quod dedecorum barbaris, trahebatur; mox quia vulgus duro imperio habitum, probra ac verbera intentabat. Et erant contra qui tantam fortunae commutationem miserarentur; secutaque cum parvis liberis coniunx cuncta lamentatione complebat. Diversis et contectis vehiculis abduntur, dum Pharasmanis iussa exquirerentur. Illi cupido regni fratre et filia potior animusque sceleribus paratus; visui tamen consuluit, ne coram interficeret. Et Radamistus, quasi iuris iurandi memor, non ferrum, non venenum in sororem et patruum expromit, sed proiectos in humum et veste multa gravique opertos necat. Filii quoque Mithridatis quod caedibus parentum inlacrimaverant trucidati sunt.

Traduzione all'italiano


Inizialmente Radamisto si profonde in abbracci, fingendo devozione, lo chiama suocero e padre e, in aggiunta, giura che non gli avrebbe usato violenza né con ferro né con veleno. Intanto lo attira in un bosco vicino, assicurando che lì era predisposto il necessario per il sacrificio con cui sancire la pace, garantita dagli dèi. " consuetudine dei re, quando stringono un'alleanza, di intrecciare le destre, stringersi i pollici e legarli con un nodo; poi, quando il sangue è affluito alle estremità delle dita, ne fanno uscire, con una lieve puntura, alcune gocce, che succhiano a vicenda. Un patto così concluso assume un profondo valore religioso, come consacrato dallo scambio di sangue. In quella circostanza, la persona incaricata di stringere il nodo, fingendo di cadere, s'aggrappa alle ginocchia di Mitridate e lo trascina a terra; subito accorrono in molti, che lo legano; e veniva trascinato con la catena al piede, che è condizione disonorevole per i barbari. E intanto il volgo, prima sottoposto a un potere dispotico, gli si scagliava contro con insulti e percosse. Non mancava però chi commiserasse un simile rovesciamento di fortuna. Dietro a lui, coi figli ancora piccoli, la moglie riempiva l'aria con i suoi lamenti. Vengono rinchiusi, separati, in carri coperti, in attesa di ordini di Farasmane. Prevaleva in lui, sul pensiero del fratello e della figlia, la smania di regnare, ed era perciò pronto al delitto. Volle però risparmiarsi la scena: li uccidessero, ma non in sua presenza. E Radamisto, come per rispettare il giuramento, non usò ferro o veleno contro la sorella e lo zio, ma li buttò a terra e li uccise soffocandoli sotto un mucchio di coperte. Anche i figli di Mitridate, per aver pianto davanti all'assassinio dei genitori, furono trucidati.