Traduzione di Paragrafo 46, Libro 12 di Tacito

Versione originale in latino


Digressu centurionis velut custode exolutus praefectus hortari Mithridaten ad sanciendum foedus, coniunctionem fratrum ac priorem aetate Pharasmanen et cetera necessitudinum nomina referens, quod filiam eius in matrimonio haberet, quod ipse Radamisto socer esset: non abnuere pacem Hiberos, quamquam in tempore validiores; et satis cognitam Armeniorum perfidiam, nec aliud subsidii quam castellum commeatu egenum: ne dubia tentare armis quam incruentas condiciones mallet. Cunctante ad ea Mithridate et suspectis praefecti consiliis, quod paelicem regiam polluerat inque omnem libidinem venalis habebatur, Casperius interim ad Pharasmanen pervadit, utque Hiberi obsidio decedant expostulat. Ille propalam incerta et saepius molliora respondens, secretis nuntiis monet Radamistum obpugnationem quoquo modo celerare. Augetur flagitii merces, et Pollio occulta corruptione impellit milites ut pacem flagitarent seque praesidium omissuros minitarentur. Qua necessitate Mithridates diem locumque foederi accepit castelloque egreditur.

Traduzione all'italiano


Partito il centurione, il prefetto, quasi liberato di un custode, esorta Mitridate a venire a patti, rammentando il legame fraterno con Farasmane, maggiore di lui d'età, e gli altri vincoli di parentela, perché aveva sposato una figlia del fratello e perché era suocero di Radamisto: gli Iberi - affermava - non avrebbero rifiutato la pace, benché, al momento, più forti; e poi era ben nota la propensione degli Armeni al tradimento, e non gli restava altra risorsa che quell'unica fortezza priva di viveri; era assurdo dunque rischiare una guerra incerta e non preferire una resa senza spargimento di sangue. Di fronte a queste proposte Mitridate esitava, non fidandosi dei consigli del prefetto, perché questi aveva sedotto una concubina del re ed era nota la sua disponibilità, per denaro, a ogni bassezza. Casperio intanto raggiunge Farasmane, sul quale preme perché gli Iberi recedano dall'assedio. Il re, nella sua risposta ufficiale, si mostra generico e, spesso, conciliante, ma, con un messaggio segreto, avverte Radamisto di affrettare, a qualsiasi costo, l'assedio. E Pollione, che s'era visto aumentare il prezzo del vergognoso tradimento, con sotterranea corruzione induce i soldati a chiedere la pace, dietro minaccia di abbandonare il presidio. Costretto dalla situazione, Mitridate accetta il giorno e il luogo fissato per le trattative ed esce dalla fortezza.