Traduzione di Paragrafo 41, Libro 12 di Tacito

Versione originale in latino


Ti. Claudio quintum Servio Cornelio Orfito consulibus virilis toga Neroni maturata quo capessendae rei publicae habilis videretur. Et Caesar adulationibus senatus libens cessit ut vicesimo aetatis anno consulatum Nero iniret atque interim designatus proconsulare imperium extra urbem haberet ac princeps iuventutis appellaretur. Additum nomine eius donativum militi, congiarium plebei. Et ludicro dircensium, quod adquirendis vulgi studiis edebatur, Britannicus in praetexta, Nero triumphali veste travecti sunt: spectaret populus hunc decore imperatorio, illum puerili habitu, ac perinde fortunam utriusque praesumeret. Simul qui centurionum tribunorumque sortem Britannici miserabantur, remoti fictis causis et alii per speciem honoris; etiam libertorum si quis incorrupta fide, depellitur tali occasione.
Obvii inter se Nero Britannicum nomine, ille Domitium salutavere. Quod ut discordiae initium Agrippina multo questu ad maritum defert: sperni quippe adoptionem, quaeque censuerint patres, iusserit populus, intra penatis abrogari; ac nisi pravitas tam infensa docentium arceatur, eruptura in publicam perniciem. Commotus his quasi criminibus optimum quemque educatorem filii exilio aut morte adficit datosque a noverca custodiae eius imponit.

Traduzione all'italiano


[51 d.C.]. Era l'anno dei consoli Tiberio Claudio, per la quinta volta, e Servio Cornelio Orfito, quando fu anticipata la toga virile a Nerone, perché apparisse maturo ad assumere responsabilità politiche. E Claudio fu ben contento di cedere alle adulazioni del senato che chiedeva, per Nerone, l'inizio del consolato a vent'anni, mentre nel frattempo, quale console designato, poteva esercitare un comando proconsolare fuori Roma ed essere chiamato principe della gioventù. A suo nome vennero distribuiti un donativo ai soldati e viveri alla plebe. E nei giochi del circo, organizzati per alimentare le simpatie del popolo, si presentarono sul cocchio, alla folla, Britannico in toga pretesta, Nerone in veste trionfale: il popolo poteva così vedere quest'ultimo nella suggestiva solennità del comando; quell'altro in abito infantile, con ovvie conclusioni sul destino di entrambi.Intanto i centurioni e i tribuni che esprimevano pietà per la sorte di Britannico furono allontanati, alcuni con motivi fittizi, altri dietro il pretesto di una promozione. Anche i pochi liberti rimasti fedeli a Britannico furono scacciati, dopo il seguente episodio. In un casuale incontro, Nerone salutò Britannico per nome e questi chiamò l'altro Domizio. Agrippina segnalò al marito, tra vive proteste, questo fatto come un inizio di discordia: così - lamentava - cadeva in dispregio l'adozione e veniva abrogato entro casa quanto deciso dal senato e voluto dal popolo; e se non si reprimeva l'aggressiva malvagità dei precettori di Britannico, sarebbe sfociata in una pubblica catastrofe. Scosso da queste parole, ch'eran piuttosto accuse, Claudio colpì con l'esilio o con la morte i migliori maestri del figlio, ponendolo sotto la custodia di altri scelti dalla matrigna.