Traduzione di Paragrafo 27, Libro 12 di Tacito

Versione originale in latino


Sed Agrippina quo vim suam sociis quoque nationibus ostentaret in oppidum Ubiorum, in quo genita erat, veteranos coloniamque deduci impetrat, cui nomen inditum e vocabulo ipsius. Ac forte acciderat ut eam gentem Rhenum transgressam avus Agrippa in fidem acciperet. Isdem temporibus in superiore Germania trepidatum adventu Chattorum latrocinia agitantium. Dein P. Pomponius legatus auxiliaris Vangionas ac Nemetas, addito equite alario, [immittit], monitos ut anteirent populatores vel dilapsis improvisi circumfunderentur. Et secuta consilium ducis industria militum, divisique in duo agmina, qui laevum iter petiverant recens reversos praedaque per luxum usos et somno gravis circumvenere. Aucta laetitia quod quosdam e clade Variana quadragesimum post annum servitio exemerant.

Traduzione all'italiano


Agrippina, per fare sfoggio della sua potenza anche fra i popoli alleati, ottiene che, nella città degli Ubii, in cui era nata, fosse fondata una colonia di veterani, a cui viene dato il suo nome. E il caso aveva voluto che suo nonno Agrippa accogliesse sotto la sua protezione quel popolo nella sua migrazione attraverso il Reno. In quello stesso periodo si ebbero, nella Germania superiore, momenti di panico, dovuto alle incursioni dei Catti penetrati a scopo di razzia. Allora il legato Publio Pomponio invia reparti ausiliari di Vangioni e Nemeti con l'appoggio della cavalleria alleata, dando disposizioni di prevenire i saccheggiatori o di circondare e attaccare improvvisamente quelli sbandati. Si impegnano i soldati ad applicare le raccomandazioni del comandante e, divisi in due gruppi, quelli che avevano puntato a sinistra circondarono i Catti che erano appena rientrati e, dopo essersi goduto il bottino, erano immersi nel sonno. Tanto maggiore fu la gioia, perché, dopo quarant'anni, liberarono dalla schiavitù alcuni superstiti della strage di Varo.