Traduzione di Paragrafo 26, Libro 12 di Tacito

Versione originale in latino


Ceterum actae principi grates, quaesitiore in Domitium adulatione; rogataque lex qua in familiam Claudiam et nomen Neronis transiret. Augetur et Agrippina cognomento Augustae. Quibus patratis nemo adeo expers misericordiae fuit quem non Britannici fortuna maerore adficeret. Desolatus paulatim etiam servilibus ministeriis perintem pestiva novercae officia in ludibrium vertebat, intellegens falsi. Neque enim segnem ei fuisse indolem ferunt, sive verum, seu periculis commendatus retinuit famam sine experimento.

Traduzione all'italiano


Allora furono resi ringraziamenti ufficiali al principe, con segni di più raffinato servilismo verso Domizio. Fu poi votata una legge per il passaggio di Domizio nella famiglia Claudia e per il cambiamento del nome in quello di Nerone. Anche Agrippina salì di rango con l'appellativo di Augusta. Dopo di che non vi fu nessuno così privo di cuore da non affliggersi per il destino di Britannico. Abbandonato poco alla volta anche dai servi, quel ragazzo derideva gli inopportuni interessamenti della matrigna, di cui coglieva l'ipocrisia. Dicono infatti che fosse d'ingegno vivace, forse con verità, o forse godette una reputazione mai messa alla prova grazie alle simpatie ispirate dai rischi che correva.