Traduzione di Paragrafo 25, Libro 12 di Tacito

Versione originale in latino


C. Antistio M. Suillio consulibus adoptio in Domitium auctoritate Pallantis festinatur, qui obstrictus Agrippinae ut conciliator nuptiarum et mox stupro eius inligatus, stimulabat Claudium consuleret rei publicae, Britannici pueritiam robore circumdaret: sic apud divum Augustum, quamquam nepotibus subnixum, viguisse privignos; a Tiberio super propriam stirpem Germanicum adsumptum: se quoque accingeret iuvene partem curarum capessituro. His evictus triennio maiorem natu Domitium filio anteponit, habita apud senatum oratione eundem in quem a liberto acceperat modum. Adnotabant periti nullam antehac adoptionem inter patricios Claudios reperiri, eosque ab Atto Clauso continuos duravisse.

Traduzione all'italiano


[50 d.C.]. Durante il consolato di Gaio Antistio e di Marco Suillio, viene accelerata l'adozione di Domizio per l'autorevole intervento di Pallante. Questi, già legato ad Agrippina come mediatore delle sue nozze, e poi irretito da lei con l'adulterio, faceva pressioni su Claudio, perché pensasse agli interessi dello stato, garantendo un solido appoggio a Britannico, ch'era ancora un fanciullo. Così, anche col divo Augusto - sosteneva - benché egli puntasse sui nipoti, erano stati valorizzati i figliastri; e Tiberio, oltre al proprio figlio, assunse accanto a sé Germanico: si assicurasse dunque anch'egli l'aiuto di un giovane, cui addossare una parte della responsabilità. Quasi forzato da tali argomenti, Claudio pose Domizio al di sopra di suo figlio, solo di tre anni minore, dopo aver tenuto in senato un discorso, in cui riproponeva le cose dette dal liberto. I competenti in materia facevano osservare che, mai prima d'ora, s'era verificato il caso di un'adozione nel ramo patrizio dei Claudi, e che, da Atto Clauso, erano sempre discesi in linea diretta.