Traduzione di Paragrafo 21, Libro 12 di Tacito

Versione originale in latino


Traditus posthac Mithridates vectusque Romam per Iunium Cilonem, procuratorem Ponti, ferocius quam pro fortuna disseruisse apud Caesarem ferebatur, elataque vox eius in vulgum hisce verbis: 'non sum remissus ad te, sed reversus: vel si non credis, dimitte et quaere.' vultu quoque interrito permansit, cum rostra iuxta custodibus circumdatus visui populo praeberetur. Consularia insignia Ciloni, Aquilae praetoria decernuntur.

Traduzione all'italiano


In seguito Mitridate fu consegnato e tradotto a Roma dal procuratore del Ponto Giunio Cilone. Raccontano che, di fronte a Cesare, abbia parlato con una fierezza non proporzionata al suo stato e giravano sulle bocche di tutti queste sue parole: "Non ti sono stato rimandato, ma ci sono venuto io: se non lo credi, lasciami andare e cercami".Mantenne uno sguardo imperterrito anche quando dai rostri veniva offerto alla vista del popolo, circondato da guardie. A Cilone furono conferite le insegne consolari e ad Aquila quelle pretorie.