Traduzione di Paragrafo 20, Libro 12 di Tacito

Versione originale in latino


At Claudius, quamquam nobilitatibus externis mitis, dubitavit tamen accipere captivum pacto salutis an repetere armis rectius foret. Hinc dolor iniuriarum et libido vindictae adigebat: sed disserebatur contra suscipi bellum avio itinere, importuoso mari; ad hoc reges ferocis, vagos populos, solum frugum egenum, taedium ex mora, pericula ex properantis, modicam victoribus laudem ac multum infamiae, si pellerentur. Quin adriperet et servaret exulem, cui inopi quanto longiorem vitam, tanto plus supplicii fore. His permotus scripsit Eunoni, meritum quidem novissima exempla Mithridaten, nec sibi vim ad exequendum deese: verum ita maioribus placitum, quanta pervicacia in hostem, tanta beneficentia adversus supplices utendum; nam triumphos de populis regnisque integris adquiri.

Traduzione all'italiano


Claudio, pur mite in genere verso i nobili stranieri, rimase in dubbio se accettare la consegna di Mitridate, garantendogli la vita, e se non fosse meglio pretenderlo con le armi. In questo senso lo spingevano il risentimento per le offese e la brama di vendetta; ma gli facevano notare, per converso, la difficoltà di una guerra in territori impervi e con un mare senza porti; e poi re fieri, popoli nomadi, un suolo povero di grano, la lentezza e la noia delle operazioni, i rischi della fretta, la gloria modesta in caso di vittoria e la smisurata vergogna, se sconfitti. Meglio dunque approfittare dell'offerta e tenersi quell'esule, che, in povertà, quanto più a lungo avesse vissuto, tanto più strazio avrebbe sofferto. Convinto da questi argomenti, scrisse a Eunone che un'esecuzione esemplare Mitridate non poteva non meritarla e che lui disponeva sicuramente della forza per tradurla in atto; tuttavia la prassi degli antichi era stata quella di adottare, come l'inflessibilità verso il nemico, altrettanta indulgenza verso i supplici: i trionfi infatti si celebrano solo su popoli e regni integri di forze.