Traduzione di Paragrafo 15, Libro 12 di Tacito

Versione originale in latino


At Mithridates Bosporanus amissis opibus vagus, postquam Didium ducem Romanum roburque exercitus abisse cognoverat, relictos in novo regno Cotyn iuventa rudem et paucas cohortium cum Iulio Aquila equite Romano, spretis utrisque concire nationes, inlicere perfugas; postremo exercitu coacto regem Dandaridarum exturbat imperioque eius potitur. Quae ubi cognita et iam iamque Bosporum invasurus habebatur, diffisi propriis viribus Aquila et Cotys, quia Zorsines Siracorum rex hostilia resumpserat, externas et ipsi gratias quaesivere missis legatis ad Eunonen qui Aorsorum genti praesidebat. Nec fuit in arduo societas potentiam Romanam adversus rebellem Mithridaten ostentantibus. Igitur pepigere, equestribus proeliis Eunones certaret, obsidia urbium Romani capesserent.

Traduzione all'italiano


Nel contempo Mitridate, re del Bosforo, dopo aver perso il trono, viveva ramingo fuori dalla sua terra. Quando seppe che il comandante romano Didio, col nerbo dell'esercito, se n'era andato, lasciando nel regno rifondato Coti, inesperto per la giovane età, e poche coorti col cavaliere romano Giulio Aquila, sottovalutando entrambi, si diede a sobillare le popolazioni vicine e ad attirare a sé disertori, finché, raccolto un esercito, scaccia il re dei Dandaridi e mette le mani sul suo regno. A queste notizie e nell'ipotesi di una sua imminente invasione del Bosforo, Aquila e Coti, consapevoli della pochezza delle proprie forze, perché Zorsine, re dei Siraci, aveva ripreso le ostilità, cercarono anch'essi appoggi esterni e inviarono messi a Eunone, re degli Aorsi. L'alleanza, facendosi valere il peso della potenza romana contro Mitridate, non fu difficile. In base ai patti, Eunone avrebbe impiegato la cavalleria e i Romani si sarebbero sobbarcati l'assedio delle città.