Traduzione di Paragrafo 10, Libro 12 di Tacito

Versione originale in latino


Per idem tempus legati Parthorum ad expetendum, ut rettuli, Meherdaten missi senatum ingrediuntur mandataque in hunc modum incipiunt: non se foederis ignaros nec defectione a familia Arsacidarum venire, set filium Vononis, nepotem Pharaatis accersere adversus dominationem Gotarzis nobilitati plebique iuxta intolerandam. Iam fratres, iam propinquos, iam longius sitos caedibus exhaustos; adici coniuges gravidas, liberos parvos, dum socors domi, bellis infaustus ignaviam saevitia tegat. Veterem sibi ac publice coeptam nobiscum amicitiam, et subveniendum sociis virium aemulis cedentibusque per reverentiam. Ideo regum obsides liberos dari ut, si domestici imperii taedeat, sit regressus ad principem patresque, quorum moribus adsuefactus rex melior adscisceretur.

Traduzione all'italiano


In quello stesso periodo fece il suo ingresso in senato una delegazione di Parti inviata, come ho già ricordato, per richiedere Meerdate. Così, a un dipresso, enunciarono il senso della loro missione: memori dell'alleanza con Roma, non venivano come ribelli della casa degli Arsacidi, bensì per chiedere il figlio di Vonone e nipote di Fraate contro il dispotismo di Gotarze, ormai intollerabile sia alla nobiltà sia al popolo. I loro fratelli, parenti, perfino i più lontani congiunti erano stati sterminati; adesso era la volta di mogli incinte e di figli ancora bambini; e tutto ciò perché Gotarze, rivelatosi privo di qualità in tempo di pace e incapace di successi in guerra, potesse dissimulare la sua inettitudine con la ferocia. I Parti avevano sancito con noi, pubblicamente, una vecchia alleanza e ora chiedevano il doveroso aiuto verso alleati che, rivali nella potenza, accettavano di cedere loro il passo per rispetto. A questo scopo appunto essi davano, come ostaggi, i figli dei re, perché, in caso di insofferenza verso il proprio sovrano, potessero ricorrere al principe di Roma e al suo senato e avere, educato nella loro tradizione, un re migliore.