Traduzione di Paragrafo 8, Libro 11 di Tacito

Versione originale in latino


Sub idem tempus Mithridates, quem imperitasse Armeniis iussuque G. Caesaris vinctum memoravi, monente Claudio in regnum remeavit, fisus Pharasmanis opibus. Is rex Hiberis idemque Mithridatis frater nuntiabat discordare Parthos summaque imperii ambigua, minora sine cura haberi. Nam Gotarzes inter pleraque saeva necem fratri Artabano coningique ac filio eius paraverat, unde metus [eius] in ceteros, et accivere Vardanen. Ille, ut erat magnis ausis promptus, biduo tria milia stadiorum invadit ignarumque et exterritum Gotarzen proturbat; neque cunctatur quin proximas praefecturas corripiat, solis Seleucensibus dominationem eius abnuentibus. In quos ut patris sui quoque defectores ira magis quam ex usu praesenti accensus, implicatur obsidione urbis validae et munimentis obiecti amnis muroque et commeatibus firmatae. Interim Gotarzes Daharum Hyrcanorumque opibus auctus bellum renovat, coactusque Vardanes omittere Seleuciam Bactrianos apud campos castra contulit.

Traduzione all'italiano


In quel tempo, Mitridate, che, come ho già ricordato, era stato re degli Armeni e poi imprigionato per ordine di Gaio Cesare, tornò, per consiglio di Claudio, nel suo regno, contando sugli aiuti di Farasmane. Costui, re degli Iberi e fratello di Mitridate, riferiva sulle attuali discordie dei Parti, sulle difficoltà del potere centrale e sul disordine amministrativo. Gotarze infatti, fra gli altri gesti di crudeltà, aveva voluto la morte del fratello Artabano, della moglie e del figlio di lui, per cui gli altri si erano impauriti e avevano chiamato Vardane. Questi, disponibile com'era alle avventure più ambiziose, penetra, in due giorni, in profondità per tremila stadi, mettendo in rotta Gotarze, colto alla sprovvista e in preda al panico; non esita a mettere le mani sulle prefetture più vicine, con la sola opposizione, al suo potere, degli abitanti di Seleucia. Contro di loro, quali ribelli anche verso suo padre, si lasciò prendere da un'ira sproporzionata alle necessità del momento, impigliandosi nell'assedio di una città forte, in grado di contare sulla duplice difesa di un fiume e delle mura, oltre che ben fornita di vettovaglie. Intanto Gotarze, con l'appoggio dei Dai e degli Ircani, riprende la guerra, mentre Vardane, costretto ad abbandonare Seleucia, pose il campo nella pianura della Battriana.