Traduzione di Paragrafo 33, Libro 11 di Tacito

Versione originale in latino


Trepidabatur nihilo minus a Caesare: quippe Getae praetorii praefecto haud satis fidebant, ad honesta seu prava iuxta levi. Ergo Narcissus, adsumptis quibus idem metus, non aliam spem incolumitatis Caesaris adfirmat quam si ius militum uno illo die in aliquem libertorum transferret, seque offert suscepturum. Ac ne, dum in urbem vehitur, ad paenitentiam a L. Vitellio et Largo Caecina mutaretur, in eodem gestamine sedem poscit adsumiturque.

Traduzione all'italiano


Non meno forte l'agitazione in Cesare: scarsa era la fiducia ispirata dal prefetto del pretorio Geta, altrettanto disponibile al bene e al male. Narcisso allora, spalleggiato da quanti vivevano la sua stessa paura, afferma che l'unica speranza di incolumità rimasta al principe stava nel trasferire, per quel solo giorno, il comando dei pretoriani nelle mani di un liberto, e si offerse di assumerlo. Per evitare poi che, durante il percorso verso Roma, Lucio Vitellio e Largo Cecina facessero cambiare parere a Claudio, chiede un posto nella stessa vettura e lo ottiene.