Traduzione di Paragrafo 32, Libro 11 di Tacito

Versione originale in latino


Non rumor interea, sed undique nuntii incedunt, qui gnara Claudio cuncta et venire promptum ultioni adferrent. Igitur Messalina Lucullianos in hortos, Silius dissimulando metu ad munia fori digrediuntur. Ceteris passim dilabentibus adfuere centuriones, inditaque sunt vincla, ut quis reperiebatur in publico aut per latebras. Messalina tamen, quamquam res adversae consilium eximerent, ire obviam et aspici a marito, quod saepe subsidium habuerat,haud segniter intendit misitque ut Britannicus et Octavia in complexam patris pergerent. Et Vibidiam, virginum Vestalium vetustissimam, oravit pontificis maximi auris adire, clementiam expetere. Atque interim, tribus omnino comitantibus—id repente solltudinis erat—spatium urbis pedibus emensa, vehiculo, quo purgamenta hortorum eripiuntur, Ostiensem viam intrat nulla cuiusquam misericordia quia flagitiorum deformitas praevalebat.

Traduzione all'italiano


Non voci arrivano, intanto, ma persone, da ogni parte, a informare che Claudio era al corrente di tutto e veniva deciso alla vendetta. Messalina se ne va nei giardini di Lucullo, Silio, per dissimulare la paura, agli affari del foro. Ed ecco arrivare, nella fuga generale, i centurioni, che mettono in catene quanti lì trovano, alla luce del sole o rintanati. Messalina tuttavia, benché la situazione avversa le impedisse di ragionare con calma, s'affrettò a muovere incontro al marito, a farsi vedere da lui, il che spesso le era stato di aiuto, e mandò a dire a Britannico e Ottavia di andare ad abbracciare il padre. Scongiurò Vibidia, la più anziana delle vestali, di chiedere udienza al pontefice massimo, per implorare clemenza. Intanto, con un séguito di tre persone in tutto, perché di colpo le si era fatto il vuoto intorno, dopo aver attraversato a piedi tutta la città, imbocca la via per Ostia, su un carro di quelli impiegati per i rifiuti dei giardini. Nessuno provava pietà per lei: più forte era l'orrore delle sue vergogne.