Traduzione di Paragrafo 30, Libro 11 di Tacito

Versione originale in latino


Exim Calpurnia (id paelici nomen), ubi datum secretum, genibus Caesaris provoluta nupsisse Messalinam Silio exclamat; simul Cleopatram, quae id opperiens adstabat, an comperisset interrogat, atque illa adnuente cieri Narcissum postulat. Is veniam in praeteritum petens quod ei Vettios, Plautios dissimulavisset, nec nunc adulteria obiecturum ait, ne domum servitia et ceteros fortunae paratus reposceret. Frueretur immo his set redderet uxorem rumperetque tabulas nuptialis. 'an discidium' inquit ' tuum nosti? Nam matrimonium Silii vidit populus et senatus et miles; ac ni propere agis, tenet urbem maritus.'

Traduzione all'italiano


Dunque appena Calpurnia - questo il nome della cortigiana - ebbe occasione di appartarsi con lui, si prostra ai piedi di Cesare e gli dice apertamente che Messalina ha sposato Silio; subito a Cleopatra, che non aspettava altro, chiede se avesse saputo qualcosa. Al cenno affermativo di lei, chiede che sia chiamato Narcisso. Costui, domandando perdono per aver taciuto, in passato, sui Vezzii e sui Plauzi, afferma che non avrebbe denunciato l'adulterio di Silio, e tanto meno avrebbe avanzato la richiesta che restituisse la casa, i servi e gli altri ornamenti del fasto imperiale. Poteva pure goderseli, purché restituisse la moglie e rompesse il contratto nuziale. "Non sai" disse "che si tratta del tuo divorzio? Il popolo, il senato, i soldati hanno visto il matrimonio di Silio; se non ti affretti ad agire, il marito di lei ha Roma nelle sue mani."