Traduzione di Paragrafo 69, Libro 1 di Tacito

Versione originale in latino


Penaserat interim circumventi exercitus fama et infesto Germanorum agmine Gallias peti, ac ni Agrippina inpositum Rheno pontem solvi prohibuisset, erant qui id fiagitium formidine auderent. Sed femina ingens animi munia ducis per eos dies induit, militibusque, ut quis inops aut saucius, vestem et fomenta dilargita est. Tradit C. Plinius Germanicorum bellorum scriptor, stetisse apud principium ponti laudes et grates reversis legionibus habentem. Id Tiberii animum altius penetravit: non enim simplicis eas curas, nec adversus externos [studia] militum quaeri. Nihil relictum imperatoribus, ubi femina manipulos intervisat, signa adeat, largitionem temptet, tamquam parum ambitiose filium ducis gregali habitu circumferat Caesaremque Caligulam appellari velit. Potiorem iam apud exercitus Agrippinam quam legatos, quam duces; conpressam a muliere seditionem, cui nomen principis obsistere non qui verit. Accendebat haec onerabatque Seianus, peritia morum Tiberii odia in longum iaciens, quae reconderet auctaque promeret.

Traduzione all'italiano


S'era intanto sparsa la notizia dell'esercito accerchiato e che i Germani puntavano minacciosi verso le Gallie; e, se Agrippina non avesse impedito la distruzione del ponte sul Reno, c'era gente disposta, per paura, a tale infamia. Ma, donna d'animo grande, si assunse in quei giorni i doveri di chi comanda e distribuì ai soldati, laceri o feriti, vesti e medicine. Gaio Plinio, lo storico delle guerre germaniche, narra che ella si pose in capo al ponte a rendere lodi e ringraziamenti alle legioni che tornavano. Il suo comportamento impressionò nel profondo l'animo di Tiberio: non erano - pensava - premure disinteressate, né contro nemici esterni cercava il favore dei soldati. Nessun potere restava ai capi dell'esercito, quando una donna passava in rivista i manipoli, andava incontro alle insegne, cercava di imporsi, ricorrendo ai doni, come se già poca ambizione dimostrasse il fatto che si portava in giro il figlio del comandante vestito da semplice soldato o voleva che un Cesare fosse chiamato Caligola. Dunque tra gli eserciti ormai Agrippina contava più dei legati, dei comandanti in capo; e una rivolta, che il nome del principe non era valso a frenare, era stata repressa da una donna. Questi rancori rendeva più brucianti e velenosi Seiano che, buon conoscitore dell'indole di Tiberio, gettava semi d'odio per il futuro: Tiberio lo covava dentro quest'odio, per poi farlo prorompere, ingigantito.