Traduzione di Paragrafo 66, Libro 1 di Tacito

Versione originale in latino


Forte equus abruptis vinculis vagus et clamore territus quosdam occurrentium obturbavit. Tanta inde consternatio inrupisse Germanos credentium ut cuncti ruerent ad portas, quarum decumana maxime petebatur, aversa hosti et fugientibus tutior. Caecina comperto vanam esse formidinem, cum tamen neque auctoritate neque precibus, ne manu quidem obsistere aut retinere militem quiret, proiectus in limine portae miseratione demum, quia per corpus legati eundum erat, clausit viam: simul tribuni et centuriones falsum pavorem esse docuerunt.

Traduzione all'italiano


Capitò che un cavallo, liberatosi dalle briglie, si mettesse a galoppare dentro l'accampamento e, spaventato dalle grida, travolgesse alcuni che gli correvano incontro. Nel sospetto di un'irruzione dei Germani, fu tale il panico dei soldati, che tutti si precipitarono alle porte, e in particolare alla decumana, opposta alla posizione del nemico e più sicura per chi fuggiva. Cecina comprese che si trattava di un falso allarme ma, non riuscendo né con l'autorità né con le preghiere e neanche con la forza a opporsi ai soldati e a trattenerli, gettatosi a terra sul limitare della porta, poté alla fine bloccare l'uscita con la compassione, perché avrebbero dovuto passare sul corpo del legato. Intanto i tribuni e i centurioni spiegarono che si trattava di una paura senza fondamento.