Traduzione di Paragrafo 60, Libro 1 di Tacito

Versione originale in latino


Conciti per haec non modo Cherusci, sed conterminae gentes, tractusque in partis Inguiomerus Arminii patruus, vetere apud Romanos auctoritate; unde maior Caesari metus. Et ne bellum mole una ingrueret Caecinam cum quadraginta cohortibus Romanis distrahendo hosti per Bructeros ad flumen Amisiam mittit, equitem Pedo praefectus finibus Frisiorum ducit. Ipse inpositas navibus quattuor legiones per lacus vexit; simulque pedes eques classis apud praedictum amnem convenere. Chauci cum auxilia pollicerentur, in commilitium adsciti sunt. Bructeros sua urentis expedita cum manu L Stertinius missu Germanici fudit; interque caedem et praedam repperit undevicesimae legionis aquilam cum Varo amissam. Ductum inde agmen ad ultimos Bructerorum, quantumque Amisiam et Lupiam amnis inter vastatum, haud procul Teutoburgiensi saltu in quo reliquiae Vari legionumque insepultae dicebantur.

Traduzione all'italiano


Si mobilitarono a quelle parole non solo i Cherusci ma anche i popoli vicini e si schierò dalla sua parte anche lo zio di Arminio, Inguiomero, da tempo autorevole presso i Romani. Aumentò quindi la preoccupazione di Cesare Germanico. E perché tutto il peso della guerra non gravasse su un unico fronte, invia Cecina con quaranta coorti romane, attraverso il territorio dei Brutteri, verso il fiume Amisia, per dividere le forze nemiche, mentre il prefetto Pedone conduce la cavalleria nella regione dei Frisii. Quanto a sé, Germanico trasporta quattro legioni, imbarcate su navi, attraverso i laghi: fanti, cavalieri e flotta si ritrovarono simultaneamente presso il fiume già nominato. I Cauci, che promettevano aiuto, furono inquadrati nelle nostre file. Lucio Stertinio, inviato in missione da Germanico con una colonna armata alla leggera, disperse i Brutteri, intenti a bruciare i loro paesi e, nel corso della strage e del saccheggio, trovò l'aquila della diciannovesima legione, perduta con Varo. L'esercito fu condotto fino ai confini estremi dei Brutteri, devastando il territorio tra i fiumi Amisia e Lupia, non lontano dalla selva di Teutoburgo, dove si dicevano insepolti i resti di Varo e delle sue legioni.