Traduzione di Paragrafo 50, Libro 1 di Tacito

Versione originale in latino


Laeti neque procul Germani agitabant, dum iustitio ob amissum Augustum, post discordiis attinemur. At Romanus agmine propero silvam Caesiam limitemque a Tiberio coeptum scindit, castra in limite locat, frontem ac tergum vallo, latera concaedibus munitus. Inde saltus obscuros permeat consultatque ex duobus itineribus breve et solitum sequatur an inpeditius et intemptatum eoque hostibus in cautum. Delecta longiore via cetera adcelerantur: etenim attulerant exploratores festam eam Germanis noctem ac sollemnibus epulis ludicram. Caecina cum expeditis cohortibus praeire et obstantia silvarum amoliri iubetur: legiones modico intervallo sequuntur. Iuvit nox sideribus inlustris, ventumque ad vicos Marsorum et circumdatae stationes stratis etiam tum per cubilia propterque mensas, nullo metu, non antepositi vigiliis: adeo cuncta incuria disiecta erant neque belli timor, ac ne pax quidem nisi languida et soluta inter temulentos.

Traduzione all'italiano


A poca distanza se ne stavano i Germani, ben contenti della situazione, mentre noi eravamo in pieno lutto per la morte di Augusto e alle prese con conflitti interni. Ma i Romani, con rapida marcia, tagliarono per la selva Cesia e la linea fortificata iniziata da Tiberio, mettono il campo proprio su quella linea, proteggendo la fronte e le spalle con un vallo e i fianchi con cataste di tronchi. Da lì passarono attraverso foreste tenebrose, valutando se seguire, tra due percorsi, la via breve e normale oppure una difficilmente praticabile e mai tentata, e perciò incustodita dai nemici. Scelta la via più lunga, affrettano le operazioni di marcia: gli esploratori infatti avevano riferito che per i Germani quella notte era di festa, rallegrata da solenni banchetti. Cecina riceve l'ordine di precedere la colonna con coorti armate alla leggera, per aprire un passaggio nella foresta; le legioni seguono a breve distanza. Ebbero il vantaggio di una notte chiara e stellata e giunsero ai villaggi dei Marsi, dove sistemarono avamposti tutt'attorno, mentre i barbari erano ancora sdraiati sui giacigli o vicini alle mense, senza timore, senza sentinella alcuna: per negligenza, c'erano disorganizzazione e disordine totali; e non esisteva timore di guerra ma non v'era nemmeno la pace, se non lo stato di torpida rilassatezza degli ubriachi.