Traduzione di Paragrafo 34, Libro 1 di Tacito

Versione originale in latino


Sed Germanicus quanto summae spei propior, tanto impensius pro Tiberio niti. Sequanos proximos et Belgarum civitates in verba eius adigit. Dehinc audito legionum tumultu raptim profectus obvias extra castra habuit, deiectis in terram oculis velut paenitentia. Postquam vallum iniit dissoni questus audiri coepere. Et quidam prensa manu eius per speciem exosculandi inseruerunt digitos ut vacua dentibus ora contingeret; alii curvata senio membra ostendebant. Adsistentem contionem, quia permixta videbatur, discedere in manipulos iubet: sic melius audituros responsum; vexilla praeferri ut id saltem discerneret cohortis: tarde obtemperavere. Tunc a veneratione Augusti orsus flexit ad victorias triumphosque Tiberii, praecipuis laudibus celebrans quae apud Germanias illis cum legionibus pulcherrima fecisset. Italiae inde consensum, Galliarum fidem extollit; nil usquam turbidum aut discors. Silentio haec vel murmure modico audita sunt.

Traduzione all'italiano


Germanico però, quanto più rasentava la speranza del sommo potere, con tanto maggiore impegno agiva in favore di Tiberio: giurò lui stesso fedeltà a Tiberio e fece giurare le personalità del suo seguito e le popolazioni dei Belgi. Partito poi in tutta fretta appena seppe dell'agitazione delle legioni vide i soldati venirgli incontro, fuori dall'accampamento, con gli occhi bassi in atto di pentimento. Come ebbe superato il recinto, cominciarono a farsi sentire lamenti confusi; e alcuni, afferratagli la mano come per baciarla, se ne introducevano in bocca le dita, perché toccasse le gengive vuote di denti; altri gli mostravano le membra piegate dalla vecchiaia. Alla folla di uomini che gli stava davanti come in assemblea, ma in un grande disordine, comanda di disporsi per manipoli, ma gli rispondono che così avrebbero udito meglio; ordina allora di portare innanzi i vessilli, per potere almeno distinguere le coorti: obbedirono sia pure a rilento. Cominciò quindi con un devoto omaggio ad Augusto, per poi passare alle vittorie e ai trionfi di Tiberio, riservando particolari lodi alle straordinarie imprese compiute in Germania proprio alla testa di quelle legioni. Esaltò poi il pieno consenso dell'Italia e la fedeltà delle Gallie e l'assenza, ovunque, di torbidi e contrasti. Parole queste ascoltate in silenzio con sommessi mormorii.