Traduzione di Paragrafo 32, Libro 1 di Tacito

Versione originale in latino


Nec legatus obviam ibat: quippe plurium vaecordia constantiam exemerat. Repente lymphati destrictis gladiis in centuriones invadunt: ea vetustissima militaribus odiis materies et saeviendi principium. Prostratos verberibus mulcant, sexageni singulos, ut numerum centurionum adaequarent: tum convulsos laniatosque et partim exanimos ante vallum aut in amnem Rhenum proiciunt. Septimius cum perfugisset ad tribunal pedibusque Caecinae advolveretur, eo usque flagitatus est donec ad exitium dederetur. Cassius Chaerea, mox caede Gai Caesaris memoriam apud posteros adeptus, tum adulescens et animi ferox, inter obstantis et armatos ferro viam patefecit. Non tribunus ultra, non castrorum praefectus ius obtinuit: vigilias, stationes, et si qua alia praesens usus indixerat, ipsi partiebantur. Id militaris animos altius coniectantibus praecipuum indicium magni atque inplacabilis motus, quod neque disiecti nec paucorum instinctu, set pariter ardescerent, pariter silerent, tanta aequalitate et constantia ut regi crederes.

Traduzione all'italiano


Il legato non li affrontava: la delirante esaltazione generale gli aveva tolto ogni fermezza. Usciti improvvisamente di senno, si gettano, spada alla mano, sui centurioni: eterno oggetto di odio per i soldati e primo bersaglio del loro furore. Li buttano a terra e li massacrano a bastonate, sessanta contro uno, per pareggiare il numero dei centurioni; poi, storpiati, straziati e, in alcuni casi, morti, li scaraventano fuori davanti al vallo o nelle acque del Reno. Uno di loro, Settimio, fuggì presso la tribuna del comando e si aggrappò alle gambe di Cecina: venne preteso dai soldati, finché non fu loro lasciato, per subire la morte. Cassio Cherea, guadagnatosi più tardi celebrità presso i posteri per l'uccisione di Gaio Cesare, allora giovane e ardimentoso, si aprì la via con la spada tra uomini armati che lo contrastavano. Nessun tribuno, né il prefetto del campo riuscirono più a esercitare la loro autorità: i turni, i posti di guardia e gli altri servizi imposti dalla necessità del momento, i soldati se li distribuivano da soli. Chi sapeva penetrare bene a fondo l'animo dei soldati, vedeva il sintomo più significativo di una rivolta vasta e incontenibile proprio nel fatto che non isolati o su istigazione di pochi ma tutti insieme liberavano il loro furore, tutti insieme tacevano, in un accordo così ben regolato, da crederli obbedienti a un comando.