Traduzione di Paragrafo 30, Libro 1 di Tacito

Versione originale in latino


Tum ut quisque praecipuus turbator conquisiti, et pars, extra castra palantes, a centurionibus aut praetoriarum cohortium militibus caesi: quosdam ipsi manipuli documentum fidei tradidere. Auxerat militum curas praematura hiems imbribus continuis adeoque saevis, ut non egredi tentoria, congregari inter se, vix tutari signa possent, quae turbine atque unda raptabantur. Durabat et formido caelestis irae, nec frustra adversus impios hebescere sidera, ruere tempestates: non aliud malorum levamentum, quam si linquerent castra infausta temerataque et soluti piaculo suis quisque hibernis redderentur. Primum octava, dein quinta decuma legio rediere: nonanus opperiendas Tiberii epistulas clamitaverat, mox desolatus aliorum discessione imminentem necessitatem sponte praevenit. Et Drusus non exspectato legatorum regressu, quia praesentia satis conse derant, in urbem rediit.

Traduzione all'italiano


Si diede poi la caccia a tutti i principali responsabili della rivolta: alcuni, sbandati fuori dal campo, li uccisero i centurioni o i soldati delle coorti pretorie, altri vennero consegnati dai loro stessi compagni di reparto, a dimostrazione della loro lealtà. Aggravò la già difficile situazione dei soldati un inverno precoce con piogge continue e così violente, che essi non potevano uscire dalle tende, non radunarsi fra loro mentre solo a stento era possibile salvare le insegne, che le folate di vento e la violenza dell'acqua tendevano a trascinare via. Perdurava anche la paura dell'ira divina: non senza ragione - pensavano - contro la loro empietà impallidiva la luce degli astri e si scatenavano tempeste: non restava altro rimedio ai mali se non abbandonare quel campo maledetto e profanato e tornare, espiate le colpe, nelle sedi invernali. Rientrarono prima l'ottava, poi la quindicesima legione; i soldati della nona volevano attendere la risposta di Tiberio e avevano rumorosamente protestato, ma poi, lasciati soli per la partenza degli altri, prevenirono spontaneamente una conclusione ormai inevitabile. Anche Druso non attese il ritorno della legazione e, per essersi la situazione normalizzata in modo accettabile, fece ritorno a Roma.