Traduzione di Paragrafo 29, Libro 1 di Tacito

Versione originale in latino


Drusus orto die et vocata contione, quamquam rudis dicendi, nobilitate ingenita incusat priora, probat praesentia; negat se terrore et minis vinci: flexos ad modestiam si videat, si supplices audiat, scripturum patri ut placatus legionum preces exciperet. Orantibus rursum idem Blaesus et L. Aponius, eques Romanus e cohorte Drusi, Iustusque Catonius, primi ordinis centurio, ad Tiberium mittuntur. Certatum inde sententiis, cum alii opperiendos legatos atque interim comitate permulcendum militem censerent, alii fortioribus remediis agendum: nihil in vulgo modicum; terrere ni paveant, ubi pertimuerint inpune contemni: dum superstitio urgeat, adiciendos ex duce metus sublatis seditionis auctoribus. Promptum ad asperiora ingenium Druso erat: vocatos Vibulenum et Percennium interfici iubet. Tradunt plerique intra tabernaculum ducis obrutos, alii corpora extra vallum abiecta ostentui.

Traduzione all'italiano


Fattosi giorno e convocata la truppa in assemblea, Druso, sebbene non fosse un buon parlatore ma dotato di innata autorevolezza, denuncia il comportamento passato e loda quello presente. Non è sua regola - dice - lasciarsi sopraffare da paura e minacce: se li vedrà piegati alla disciplina e li sentirà supplici, allora scriverà al padre di ascoltare, placato, le preghiere delle legioni. Su loro richiesta, a Tiberio vengono inviati Bleso, già scelto in precedenza, con Lucio Aponio, un cavaliere romano al seguito di Druso, e Giusto Catonio, centurione primipilo. Si verificò poi un contrasto nel consiglio di guerra, perché alcuni proponevano di aspettare il ritorno della legazione e di mantenere nel frattempo calmi i soldati senza asprezze, mentre altri volevano ricorrere alle maniere forti: alle masse - dicevano - manca il senso della misura; si fanno minacciose, se non hanno paura; se atterrite, invece, si possono sprezzare senza problemi: finché dura, quindi, il disorientamento provocato dalla superstizione, il comandante deve accrescere la loro paura, togliendo di mezzo i promotori della rivolta. Era Druso, per sua natura, incline alla durezza: fa venire Vibuleno e Percennio e dà ordine di ucciderli. Secondo la versione più diffusa, i loro corpi sarebbero stati sepolti all'interno della tenda del comandante; per altri, invece, furono gettati oltre il recinto del campo, bene in mostra: un esempio per tutti.