Traduzione di Paragrafo 27, Libro 1 di Tacito

Versione originale in latino


Postremo deserunt tribunal, ut quis praetorianorum militum amicorumve Caesaris occurreret, manus intentantes, causam discordiae et initium armorum, maxime infensi Cn. Lentulo, quod is ante alios aetate et gloria belli firmare Drusum credebatur et illa militiae flagitia primus aspernari. Nec multo post digredientem cum Caesare ac provisu periculi hiberna castra repetentem circumsistunt, rogitantes quo pergeret, ad imperatorem an ad patres, ut illic quoque commodis legionum adversaretur; simul ingruunt, saxa iaciunt. Iamque lapidis ictu cruentus et exitii certus adcursu multitudinis quae cum Druso advenerat protectus est.

Traduzione all'italiano


Abbandonano infine la tribuna, e a ogni pretoriano o amico di Cesare Druso in cui si imbattono, mostrano i pugni per provocare la rissa e venire alle armi, accanendosi in particolare contro Gneo Lentulo, perché questi, superiore agli altri per età e gloria militare, era ritenuto il responsabile della fermezza ispirata a Druso e il più severo censore di quello sconcio di disciplina militare. E poco dopo, mentre si allontana da Cesare, per recarsi, in previsione del pericolo, al campo invernale, gli si fanno attorno e gli chiedono dove sia diretto, se dall'imperatore o dal senato, per opporsi, anche là, all'interesse delle legioni; e intanto gli si serrano addosso e lo bersagliano di sassi. Colpito da una pietra e grondante sangue, ormai senza scampo, viene protetto dall'intervento delle truppe venute con Druso.