Traduzione di Paragrafo 22, Libro 1 di Tacito

Versione originale in latino


Flagrantior inde vis, plures seditioni duces. Et Vibulenus quidam gregarius miles, ante tribunal Blaesi adlevatus circumstantium umeris, apud turbatos et quid pararet intentos 'vos quidem' inquit 'his innocentibus et miserrimis lucem et spiritum reddidistis: sed quis fratri meo vitam, quis fratrem mihi reddit? Quem missum ad vos a Germanico exercitu de communibus commodis nocte proxima iugulavit per gladiatores suos, quos in exitium militum habet atque armat. Responde, Blaese, ubi cadaver abieceris: ne hostes quidem sepultura invident. Cum osculis, cum lacrimis dolorem meum implevero, me quoque trucidari iube, dum interfectos nullum ob scelus sed quia utilitati legionum consulebamus hi sepeliant.'

Traduzione all'italiano


La violenza divampa allora più furiosa e di capi della rivolta ne apparvero molti. Un soldato semplice, tale Vibuleno, sollevato sulle spalle dei circostanti davanti alla tribuna di Bleso e rivolto a quegli uomini ormai compromessi nella rivolta e in attesa di ciò che stava per fare: "Voi avete sì" disse "dato la luce e la vita a questi innocenti, a questi poveri sventurati; ma chi ridarà la vita a mio fratello, chi me lo restituirà? Era inviato a voi dall'esercito di Germania, per motivi di comune interesse: Bleso l'ha fatto sgozzare la notte scorsa dai suoi gladiatori, che tiene e arma per uccidere i soldati. Rispondi, Bleso, dove hai gettato il cadavere? neppure i nemici ci negano la sepoltura. Quando avrò saziato il mio dolore di sguardi e di baci, ordina allora che trucidino anche me, purché questi nostri compagni diano sepoltura a noi assassinati non per colpa commessa ma per aver pensato al bene delle legioni."