Traduzione di Paragrafo 20, Libro 1 di Tacito

Versione originale in latino


Interea manipuli ante coeptam seditionem Nauportum missi ob itinera et pontes et alios usus, postquam turbatum in castris accepere, vexilla convellunt direptisque proximis vicis ipsoque Nauporto, quod municipii instar erat, retinentis centuriones inrisu et contumeliis, postremo verberibus insectantur, praecipua in Aufidienum Rufum praefectum castrorum ira, quem dereptum vehiculo sarcinis gravant aguntque primo in agmine per ludibrium rogitantes an tam immensa onera, tam longa itinera libenter ferret. Quippe Rufus diu manipularis, dein centurio, mox castris praefectus, antiquam duramque militiam revocabat, vetus operis ac laboris et eo inmitior quia toleraverat.

Traduzione all'italiano


Frattanto i manipoli inviati, prima che scoppiasse la rivolta, a Nauporto per la costruzione di strade, ponti e per altri servizi, alla notizia dei disordini avvenuti nel campo, levano le insegne e, saccheggiati i villaggi vicini e la stessa Nauporto, che aveva uno statuto simile ai municipi, si rivoltano contro i centurioni, impegnati a trattenerli, con derisioni, insulti e infine aggredendoli. Se la prendono, in particolare, col prefetto del campo Aufidieno Rufo, che trascinano giù dal carro, lo caricano di pesi e lo costringono a marciare in testa alla colonna, chiedendogli, per scherno, se gli faceva piacere portare carichi così pesanti in marce tanto lunghe. Rufo, infatti, divenuto, dopo essere stato a lungo soldato semplice, prima centurione e poi prefetto del campo, tentava di ripristinare la dura disciplina militare d'un tempo, vecchio del mestiere ed esperto di quella fatica e intransigente proprio perché l'aveva provata.