Tacito - Agricola - 7

Versione originale in latino


Sequens annus gravi vulnere animum domumque eius adflixit. Nam classis Othoniana licenter vaga dum Intimilium (Liguriae pars est) hostiliter populatur, matrem Agricolae in praediis suis interfecit, praediaque ipsa et magnam patrimonii partem diripuit, quae causa caedis fuerat. Igitur ad sollemnia pietatis profectus Agricola, nuntio adfectati a Vespasiano imperii deprehensus ac statim in partis transgressus est. Initia principatus ac statum urbis Mucianus regebat, iuvene admodum Domitiano et ex paterna fortuna tantum licentiam usurpante. Is missum ad dilectus agendos Agricolam integreque ac strenue versatum vicesimae legioni tarde ad sacramentum transgressae praeposuit, ubi decessor seditiose agere narrabatur: quippe legatis quoque consularibus nimia ac formidolosa erat, nec legatus praetorius ad cohibendum potens, incertum suo an militum ingenio. Ita successor simul et ultor electus rarissima moderatione maluit videri invenisse bonos quam fecisse.

Traduzione all'italiano


L'anno seguente una grave disgrazia colpì l'animo e la famiglia di Agricola. Infatti la flotta di Otone, che incrociava senza disciplina, nel corso di un saccheggio, come se fosse terra nemica, a Ventimiglia, in Liguria, uccise nei suoi possedimenti la madre di Agricola, devastò gli stessi campi e saccheggiò gran parte dei beni che erano stati il movente dell'assassinio. Agricola, recatosi per l'estremo tributo di affetto alla madre, fu colto dalla notizia che Vespasiano aveva assunto il potere e subito si schierò dalla sua parte. All'inizio, reggeva il principato e la situazione di Roma Muciano, perché Domiziano era molto giovane e attento solo a sfruttare la posizione del padre per soddisfare ogni proprio capriccio. Muciano incaricò Agricola di arruolare le truppe di leva e, di fronte alla sua onestà ed energia, gli assegnò il comando della Ventesima legione, che aveva tardato a prestare il giuramento di fedeltà e presso la quale, stando alle voci, il precedente comandante aveva alimentato le sedizioni: la legione era indocile e incuteva paura anche ai legati consolari e un legato pretorio non aveva autorità sufficiente per imporre la disciplina, per quanto non fosse facile stabilire fino a che punto dipendesse dai soldati o dal comandante. Così Agricola successe al comando e, per riportare l'ordine, preferì, con atto di rara modestia, dar l'impressione di aver trovato buoni soldati, non di averli resi tali.

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