Tacito - Agricola - 21

Versione originale in latino


Sequens hiems saluberrimis consiliis absumpta. Namque ut homines dispersi ac rudes eoque in bella faciles quieti et otio per voluptates adsuescerent, hortari privatim, adiuvare publice, ut templa fora domos extruerent, laudando promptos, castigando segnis: ita honoris aemulatio pro necessitate erat. Iam vero principum filios liberalibus artibus erudire, et ingenia Britannorum studiis Gallorum anteferre, ut qui modo linguam Romanam abnuebant, eloquentiam concupiscerent. Inde etiam habitus nostri honor et frequens toga; paulatimque discessum ad delenimenta vitiorum, porticus et balinea et conviviorum elegantiam. Idque apud imperitos humanitas vocabatur, cum pars servitutis esset.

Traduzione all'italiano


L'inverno seguente fu impiegato in provvedimenti di grandissima utilità. Infatti, perché quella gente, che viveva sparsa in villaggi isolati ed era rozza - quindi incline alla guerra - si abituasse attraverso gli agi a una vita pacifica, Agricola, esortandoli in privato e sovvenzionandoli pubblicamente, favoriva la costruzione di templi, piazze, case, lodando chi si mostrava attivo e biasimando chi appariva indolente: così la gara per avere i suoi riconoscimenti sostituiva la coercizione. Volle che i figli dei capi fossero educati nelle arti liberali, mostrando di apprezzare più le doti naturali dei Britanni che l'applicazione dei Galli, sicché quanti prima di allora rifiutavano la lingua di Roma, adesso aspiravano all'eloquenza. Di conseguenza cominciò anche a essere considerato un onore vestire nella nostra foggia e si diffuse l'uso della toga. Poco alla volta si arrivò a cedere al fascino dei vizi, alle raffinatezze dei portici, dei bagni, dei conviti. Nella loro inesperienza chiamavano tutto questo civiltà, mentre non era che un aspetto del loro asservimento.

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