Traduzione di Paragrafo 9, Libro 9 (Vitellius) di Svetonio

Versione originale in latino


Ac subinde caede Galbae adnuntiata, compositis Germanicis rebus, partitus est copias, quas adversus Othonem praemitteret, quasque ipse perduceret. Praemisso agmine laetum evenit auspicium, siquidem a parte dextra repente aquila advolavit, lustratisque signis ingressos viam sensim antecessit. At contra ipso movente, statuae equestres, cum plurifariam ei ponerentur, fractis repente cruribus pariter corruerunt, ac laurea, quam religiosissime circumdederat, in profluentem excidit; mox Viennae pro tribunali iura reddenti gallinaceus supra umerum ac deinde in capite astitit. Quibus ostentis par respondit exitus; nam confirmatum per legatos suo imperium per se retinere non potuit.

Traduzione all'italiano


Appresa, subito dopo, la notizia della morte di Galba, mise ordine negli affari di Germania e suddivise le sue truppe in due armate, una che sarebbe stata mandata avanti a combattere contro Otone, l'altra che avrebbe guidato lui stesso. La prima armata ebbe un presagio favorevole: infatti un'aquila, venuta da destra, volò nella sua direzione e, dopo aver descritto un cerchio attorno alle insegne, precedette di poco le truppe quando si furono messe in marcia. Al contrario quando toccò a lui partire, le statue equestri che gli erano state erette in molti luoghi caddero tutte insieme, le loro gambe si ruppero subito e la corona di lauro con cui si era cinto devotamente la testa, cadde in un corso d'acqua. Più tardi, a Vienne mentre rendeva giustizia dall'alto del suo tribunale, un gallo si posò sulla sua spalla e poi sulla sua testa. Gli avvenimenti corrisposero a questi presagi, perché i suoi luogotenenti gli assicurarono l'Impero, ma lui fu incapace di conservarlo.