Traduzione di Paragrafo 12, Libro 9 (Vitellius) di Svetonio

Versione originale in latino


Talibus principiis, magnam imperii partem non nisi consilio et arbitrio vilissimi cuiusque histrionum et aurigarum administravit, et maxime Asiatici liberti. Hunc adulescentulum mutua libidinem constupratum, mox taedio profugum cum Puteolis poscam vendentem reprehendisset, coiecit in compedes statimque solvit et rursus in deliciis habuit; iterum deinde ob nimiam contumaciam et furacitatem gravatus circumforano lanistae vendidit dilatumque ad finem numeris repente subripuit, et provincia demum accepta manumisit, ac primo imperii die aureis donavit anulis super cenam, cum mane, rogantibus pro eo cunctis, detestatus esset severissime talem equestris ordinis maculam.

Traduzione all'italiano


Dopo tali esordi, governò, per lo più soltanto seguendo i consigli e la volontà dei più spregevoli istrioni e conduttori di carri e soprattutto del liberto Asiatico. Costui era ancora giovane quando Vitellio lo piegò ad una reciproca prostituzione, poi, dal disgusto, era fuggito, ma Vitellio, ripresolo a Pazzuoli, dove vendeva bevande di acqua e aceto, lo fece mettere ai ferri e subito dopo lo liberò per farne nuovamente il suo amante; una seconda volta, stanco del suo umore indipendente e della sua inclinazione al furto, lo vendette al maestro di gladiatori ambulante, ma poiché era stato riservato per la fine dello spettacolo, tutto ad un tratto glielo portò via. Solo quando fu nominato governatore di provincia gli concesse la libertà e il primo giorno del suo principato, durante la cena, gli diede l'anello d'oro, quantunque proprio al mattino a coloro che sollecitavano per Asiatico un tale favore, avesse rifiutato categoricamente di infliggere all'ordine equestre una simile onta.