Traduzione di Paragrafo 11, Libro 9 (Vitellius) di Svetonio

Versione originale in latino


Urbem denique ad classicum introiit paludatus ferroque succinctum, inter signa atque vexilla, sagulatis comitibus, ac detectis commilitonum armis. Magis deinde omni divino humanoque iure neglecto, Alliensi die pontificatum maximum cepit, comitia in decem annos ordinavit seque perpetuum consulem. Et ne cui dubium foret, quod exemplar regendae rei p. Eligeret, medio Mario campo adhibita publicorum sacerdotum frequentia inferias Neroni dedit ac sollemni convivio citharoedum placentem palam admonuit, ut aliquid et de dominico diceret, inchoantique Neroniana cantica primus exultans etiam plausit.

Traduzione all'italiano


Infine entrò in Roma a suon di tromba con un mantello da generale e la spada alla cintura, tra insegne e stendardi, mentre i suoi compagni indossavano casacche militari e i suoi soldati tenevano le armi scoperte. In seguito, disdegnando sempre più ogni legge umana e divina, prese possesso del sommo pontificato nel giorno anniversario del disastro dell'Allia, fece elezioni per dieci anni e si nominò console a vita. E perché nessuno potesse avere dubbi sul modello che si sceglieva per governare l'Impero, in mezzo al Campo di Marte con una folla di sacerdoti dei culti ufficiali, offrì un sacrificio ai Mani di Nerone; inoltre durante un solenne banchetto, invitò, davanti a tutti, un citaredo in voga "a far sentire qualcosa del Dominico", e quando egli intonò un canto di Nerone, al colmo della gioia, arrivò perfino ad applaudire per primo.