Traduzione di Paragrafo 2, Libro 8 (Otho) di Svetonio

Versione originale in latino


Otho imperator IIII Kal. Mai. Natus est Camillo Arruntio, Domitio Ahenobarbo cons. A prima adulescentia prodigus ac procax, adeo ut saepe flagris obiurgaretur a patre, ferebatur et vagari noctibus solitus atque invalidum quemque obviorum vel potulentum corripere ac distento sago impositum in sublime iactare. Post patris deinde mortem libertinam aulicam gratiosam, quo efficacius coleret, etiam diligere simulavit quamvis anum ac paene decrepitam: per hanc insinuatus Neroni, facile summum inter amicos locum tenuit congruentia morum, ut vero quidam tradunt, et consuetudine mutui stupri. Ac tantum potentia valuit, ut damnatum repetundis consularem virum, ingens praemium pactus, prius quam plene restitutionem ei impetrasset non dubitaret in senatum ad agendas gratias introducere.

Traduzione all'italiano


L'imperatore Otone nacque il quarto giorno prima delle calende di maggio, durante il consolato di Camillo Arrunzio e Domizio Enobarbo. Fin dalla sua prima giovinezza fu così prodigo e turbolento, che suo padre dovette più volte farlo correggere a colpi di frusta; si diceva che aveva l'abitudine di vagare di notte, di fermare i passanti deboli o un po' alticci e di buttarli in aria dopo averli distesi sul suo mantello. Più tardi, dopo la morte di suo padre, per accattivarsi più sicuramente la simpatia di una liberta assai introdotta a corte, arrivò perfino a fingere di amarla, benché fosse vecchia e quasi decrepita; per mezzo di costei entrò nelle buone grazie di Nerone e facilmente conseguì il primo posto fra i suoi amici, sia a causa delle conformità dei loro costumi, sia anche, come dicono alcuni, a causa della loro reciproca prostituzione. La sua potenza divenne così grande che quando un ex console, condannato per concussione, gli promise una ricompensa considerevole, senza neanche attendere di aver completamente ottenuto la sua riabilitazione, non esitò ad introdurlo in Senato per fargli presentare i suoi ringraziamenti.