Traduzione di Paragrafo 6, Libro 7 (Galba) di Svetonio

Versione originale in latino


Honoribus ante legitimum tempus initis praetor commissione ludorum Floralium novum spectaculi genus elephantos funambulos edidit; exim provinciae Aquitaniae anno fere praefuit; mox consulatum per sex menses ordinarium gessit, evenitque ut in eo ipse L. Domitio patri Neronis, ipsi Salvius Otho pater Othonis succederet, velut praesagium insequentis casus, quo medius inter utriusque filios extitit imperator. A Gaio Caesare in locum Gaetulici substitutus, postridie quam ad legionis venit, sollemni forte spectaculo plaudentes inhibuit, data tessera, ut manus paenula continerent; statimque per castra iactatum est: "disce miles militare. Galban est, non Gaetulicus!" Pari severitate interdixit commeatus peti. Veteranum ac tironem militem opere assiduo corroboravit, maturesque barbaris, qui iam in Galliam usque proruperant, coercitis, praesenti quoque Gaio talem et se et exercitum approbavit, ut inter innumeras contractasque ex omnibus provinciis copias neque testimonium neque praemia ampliora ulli perciperent; ipse maxime insignis, quod campestrem decursionem scuto moderatus, etiam ad essedum imperatori per viginti passuum milia cucurrit.

Traduzione all'italiano


Iniziata la carriera pubblica prima dell'età legale, quando era pretore fece apparire, ai giochi di Flora, alcuni elefanti che danzavano sulle corde, genere di spettacolo ancora inedito; governò poi, per quasi un anno, la provincia di Aquitania, quindi per sei mesi esercitò il consolato ordinario e in questa magistratura si trovò a succedere a L. Domizio, padre di Nerone, e ad avere come successore Salvio Otone, padre dell'imperatore Otone, cosa che sembrava un presagio degli avvenimenti successivi. dal momento che il suo principato fu in mezzo a quelli dei figli di ciascuno dei due. Destinato da Caligola a sostituire Getulico, il giorno dopo il suo arrivo presso le legioni, durante uno spettacolo tradizionale che proprio allora si offriva, fece cessare gli applausi dei soldati, invitandoli con un ordine scritto a tenere le mani sotto i loro mantelli; subito per tutto il campo si andò ripetendo: "Soldato, impara a fare il soldato; c'è Galba non Getulico!" Con la stessa severità proibì le richieste di congedo. Tenne in allenamento veterani e reclute con lavori continui e rintuzzò prontamente i barbati, che già avevano fatto irruzione in Gallia e per di più, quando Gaio andò a fargli visita gli fece così buona impressione, insieme con il suo esercito che, fra tutti i corpi armati venuti da tutte le province, nessuno ricevette felicitazioni e ricompense più significative. Personalmente si distinse su tutti, comandando, con uno scudo in mano, una manovra militare e perfino correndo a fianco della vettura imperiale su una distanza di ventimila passi.