Traduzione di Paragrafo 22, Libro 7 (Galba) di Svetonio

Versione originale in latino


Cibi plurimi traditur, quem tempore hiberno etiam ante lucem capere consuerat, inter cenam vero usque eo abundantis, ut congestas super manus reliquias circumferri iuberet spargique ad pedes stantibus. Libidinis in mares pronior et eos non nisi praeduros exoletosque: ferebant in Hispania Icelum e veteribus concubinis de Neronis exitu nuntiantem non modo artissimis osculis palam exceptum ab eo, sed ut sine mora velleretur oratum atque seductum.

Traduzione all'italiano


A quanto dicono, aveva bisogno di molto cibo che in inverno aveva l'abitudine di prendere anche prima dello spuntar del giorno e durante la cena era così abbondante che ordinava ai servi di girare attorno tendendo i resti raccolti sulle mani e di gettarli ai piedi di coloro che assistevano. La sua libidine lo portava di preferenza verso i maschi, ma li voleva vigorosi e maturi; si dice che in Spagna, quando Icelo, uno dei suoi vecchi amanti, gli annunciò la morte di Nerone, non solo lo strinse fra le braccia e lo baciò davanti a tutti, ma lo pregò di farsi depilare e lo condusse in disparte.