Traduzione di Paragrafo 16, Libro 7 (Galba) di Svetonio

Versione originale in latino


Per haec prope universis ordinibus offensis vel praecipua flagrabat invidia apud milites. Nam cum in verba eius absentis iurantibus donativum grandius solito praepositi pronuntiassent, neque ratam rem habuit et subinde iactavit legere se militem, non emere consuesse; atque eo quidem nomine omnis, qui ubique erant, exacerbavit. Ceterum praetorianos etiam metu et indignitate commovit, removens subinde plerosque ut suspectos et Nymphidi socios. Sed maxime fremebat superioris Germaniae exercitus, fraudari se praemiis navatae adversus Gallus et Vindicem operae. Ergo primi obsequium rumpere ausi Kal. Ian. Adigi sacramento nisi in nomen senatus recusarunt statimque legationem ad praetorianos cum mandatis destinaverunt: displicere imperatorem in Hispania factum; eligerent ipsi quem cuncti exercitus comprobarent.

Traduzione all'italiano


Questo modo di fare aveva indignato tutti gli ordini, ma soprattutto fra i soldati il rancore era più vivo. Infatti i loro ufficiali avevano promesso, quando essi giuravano fedeltà a lui, mentre ancora era lontano, una gratifica più consistente del solito; ma egli non solo non ratificò quelle promesse, ma si compiaceva di ripetere che "aveva l'abitudine di arruolare i soldati, non di comperarli". Ciò esasperò tutti quanti, dovunque si trovassero. Per altro suscitò anche timore e sdegno nei pretoriani quando congedò tutto ad un tratto un gran numero di loro come sospetti e complici di Ninfidio. Ma la collera serpeggiava soprattutto nell'armata dell'Alta Germania che riteneva di essere stata defraudata delle ricompense attese per l'aiuto prestato contro i Galli e contro Vindice. Osò quindi per prima venir meno all'obbedienza e per le calende di gennaio rifiutò di giurare fedeltà a qualcuno che non fosse il Senato, inviando subito una delegazione ai pretoriani per informarli che "l'imperatore eletto in Spagna non era più di suo gradimento e che ne avrebbe scelto un altro ben accetto a tutte le armate".