Traduzione di Paragrafo 15, Libro 7 (Galba) di Svetonio

Versione originale in latino


Existimabatur etiam senatoria et equestria officia biennii spatio determinaturus, nec daturus nisi invitis ac recusantibus. Liberalitates Neronis, non plus decimis concessis, per quinquaginta equites R. Ea condicione revocandas curavit exigendasque, ut et si quid scaenici aut xystici donatum olim vendidissent, auferretur emptoribus, quando illi pretio absumpto solvere nequirent. At contra nihil non per comites atque libertos pretio addici aut donari gratia passus est, vectigalia immunitates, poenas innocentium impunitates noxiorum. Quin etiam, populo R. Deposcente suppliciorum Haloti et Tigellini solos ex omnibus Neronis emissariis vel maleficentissimos incolumes praestitit atque insuper Halotum procuratione amplissima ornavit, pro Tigellino etiam saevitiae populum edicto increpuit.

Traduzione all'italiano


Si credeva anche che egli avesse intenzione di limitare a due anni la durata degli incarichi senatoriali ed equestri e di attribuirli soltanto a coloro che non li volevano e li rifiutavano. Incaricò cinquanta cavalieri romani di far restituire e rimborsare le liberalità concesse da Nerone, lasciando ai beneficiari meno di un decimo e ponendo come condizione che anche se alcuni attori o lottatori avevano venduto ciò che in passato era stato loro regalato, lo si riprendesse dai compratori, quando i primi, avendo speso la somma, non erano in grado di pagare. Al contrario, lasciò che i suoi compagni e i suoi liberti tutto aggiudicassero in cambio di denaro, tutto accordassero a titolo di favore: rendite pubbliche, esenzioni dalle imposte, punizioni degli innocenti, immunità dei colpevoli. Per di più, quando il popolo romano chiedeva con insistenza la condanna di Aloto e di Tigellino, essi, quantunque i più colpevoli tra gli agenti di Nerone, furono i soli ai quali concesse la vita; e per di più offrì ad Aloto un impiego importante mentre prese le difese di Tigellino, rimproverando al popolo, con un editto, la sua crudeltà.