Traduzione di Paragrafo 28, Libro 6 (Nero) di Svetonio

Versione originale in latino


Super ingenuorum paedagogia et nuptarum concubinatus Vestali virgini Rubriae vim intulit. Acten libertam paulum afuit quin iusto sibi matrimonio coniungeret, summissis consularibus viris qui regio genere ortam peierarent. Puerum Sporum exsectis testibus etiam in muliebrem naturam transfigurare conatus cum dote et flammeo per sollemnia nuptiarum celeberrimo officio deductum ad se pro uxore habuit; exstatque cuiusdam non inscitus iocus bene agi potuisse cum rebus humanis, si Domitius pater talem habuisset uxorem. Hunc Sporum, Augustarum ornamentis excultum lecticaque vectum, et circa conventus mercatusque Graeciae ac mox Romae circa Sigillaria comitatus est identidem exosculans. Nam matris concubitum appetisse et ab obtrectatoribus eius, ne ferox atque impotens mulier et hoc genere gratiae praevaleret, deterritum nemo dubitavit, utique postquam meretricem, quam fama erat Agrippinae simillimam, inter concbinas recepit. Olim etiam quotiens lectica cum matre veheretur, libidinatum inceste ac maculis vestis proditum affirmant.

Traduzione all'italiano


Oltre alle sregolatezze con giovani ragazzi e alle sue relazioni con donne sposate, fece violenza anche alla vestale Rubria. Poco mancò che prendesse come legittima sposa la sua liberta Acte e aveva assoldato alcuni ex consoli perché certificassero con un falso giuramento che essa era di origine regale. Dopo aver fatto evirare un fanciullo di nome Sporo, tentò anche di trasformarlo in una donna, se lo fece condurre con la sua dote e con il suo velo color fiamma, con un gran corteo, secondo l'ordinario cerimoniale dei matrimoni e lo trattò come suo sposo; il fatto suggerì a qualcuno questa battuta molto spiritosa: "Che fortuna per l'umanità se suo padre Domizio avesse avuto una simile moglie." Questo Sporo, agghindato come un'imperatrice e portato in lettiga lo seguì in tutti i centri giudiziari e i mercati della Grecia, poi, a Roma, Nerone lo portò ai Sigillari, baciandolo ad ogni momento. Avrebbe voluto avere rapporti carnali persino con sua madre, ma ne fu dissuaso dai nemici di Agrippina che non volevano il predominio di questa donna odiosa e tirannica grazie a questo nuovo genere di favore; nessuno dubitò mai di questa sua passione, soprattutto quando ammise nel numero delle sue concubine una prostituta che si diceva somigliante in modo impressionante ad Agrippina. Si assicura anche che in passato, ogni volta che andava in lettiga con sua madre, si abbandonava alla sua passione incestuosa e che veniva tradito dalle macchie del suo vestito.