Traduzione di Paragrafo 46, Libro 5 (Divus Claudius) di Svetonio

Versione originale in latino


Praesagia mortis eius praecipua fuerunt: exortus crinitae stellae, quam cometen vocant, tactumque de caelo monumentum Drusi patris, et quod eodem anno ex omnium magistratuum genere plerique mortem obierant. Sed nec ipse ignorasse aut dissimulasse ultima vitae suae tempora videtur, aliquot quidem argumentis. Nam et cum consules designaret, neminem ultra mensem quo obiit designavit, et in senatu, cui novissime interfuit, multum ad concordiam liberos suos cohortatus, utriusque aetatem suppliciter patribus commendavit, et in ultima cognitione pro tribunali accessisse ad finem mortalitatis, quanquam abominantibus qui audiebant, semel atque iterum pronuntiavit.

Traduzione all'italiano


I principali presagi della sua morte furono l'apparizione di una cometa, la caduta di un fulmine sulla tomba di suo padre Druso e il fatto che proprio durante quell'anno era morta la maggior parte dei magistrati di ogni ordine. Ma sembra anche che lui stesso non abbia ignorato o dissimulato quale dovesse essere la sua ultima ora: ecco, per lo meno, molte prove. Quando designò i consoli, non ne nominò nessuno per i mesi successivi a quello della sua morte; d'altra parte, quando venne in Senato per l'ultima volta, esortò vivamente i suoi due figli alla concordia, poi, in tono supplichevole, raccomandò la loro giovinezza ai senatori; infine in occasione della sua ultima istruttoria giudiziaria, dall'alto del suo tribunale dichiarò per due volte, sebbene il suo presagio venisse respinto da coloro che lo ascoltavano, "che era arrivato al termine della sua vita mortale".