Traduzione di Paragrafo 37, Libro 5 (Divus Claudius) di Svetonio

Versione originale in latino


Nulla adeo suspicio, nullus auctor tam levis extitit, a quo non mediocri scrupulo iniecto ad cavendum ulciscendumque compelleretur. Unus ex litigatoribus seducto in salutatione affirmavit, vidisse se per quietem occidi eum a quodam; dein paulo post, quasi percussorem agnosceret, libellum tradentem adversarium suum demonstravit: confestimque is pro deprenso ad poenam raptus est. Pari modo oppressum ferunt Appium Silanum: quem cum Messalina et Narcissus conspirassent perdere, divisis partibus alter ante lucem similis attonito patroni cubiculum inrupit, affirmans somniasse se vim ei ab Appio inlatam; altera in admirationem formata sibi quoque eandem speciem aliquot iam noctibus obversari rettulit; nec multo post ex composito inrumpere Appius nuntiatus, cui pridie ad id temporis ut adesset praeceptum erat, quasi plane repraesentaretur somnii fides, arcessi statim ac mori iussus est. Nec dubitavit postero die Claudius ordinem rei gestae perferre ad senatum ac liberto gratias agere, quod pro salute sua etiam dormiens excubaret.

Traduzione all'italiano


Ogni sospetto, ogni accusatore, anche il meno serio, gli procurarono gravi inquietudini e lo spinsero a difendersi e a vendicarsi. Un tizio, coinvolto in una causa, dopo averlo preso da parte nel corso di un'udienza pubblica, gli disse che in sogno lo aveva visto assassinato da qualcuno; poi, poco più tardi, fingendo di riconoscere l'assassino, gli indicò il suo avversario che gli stava tendendo un biglietto: costui fu subito portato al supplizio come se fosse stato colto sul fatto. Dicono che allo stesso modo fu eliminato Appio Silano: Messalina e Narciso, decisi a rovinarlo, si erano divisi i ruoli; il primo fece irruzione, prima dell'alba, con aria attonita, nella camera da letto del suo padrone, dicendo di aver sognato che l'imperatore era stato assassinato da Appio; Messalina, fingendosi sorpresa, raccontò che, già da diverse notti, aveva la stessa visione. Poco dopo, come essi avevano concertato, fu annunciato l'improvviso arrivo di Appio, al quale era stato raccomandato di presentarsi a quell'ora: Claudio, definitivamente convinto che il sogno stava per realizzarsi in quel momento, diede ordine di farlo entrare subito e di metterlo a morte. E il giorno dopo non esitò a raccontare al Senato come si erano svolte le cose e a ringraziare il suo liberto che vegliava sulla sua incolumità anche quando dormiva.