Traduzione di Paragrafo 32, Libro 5 (Divus Claudius) di Svetonio

Versione originale in latino


convivia agitavit et ampla et assidua ac fere patentissimis locis, ut plerumque sesceni simul discumberent. Convivatus est et super emissarium Fucini lacus ac paene summersus, cum emissa impetu aqua redundasset. Adhibebat omni cenae et liberos suos cum pueris puellisque nobilibus, qui more veteri ad fulcra lectorum sedentes vescerentur. Convivae, qui pridie scyphum aureum subripuisse existimabatur, revocato in diem posterum calicem fictilem apposuit. Dicitur etiam meditatus edictum, quo veniam daret flatum crepitumque ventris in convivio emittendi, cum periclitatum qvendam prae pudore ex continentia repperisset.

Traduzione all'italiano


Diede di frequente grandi banchetti, per lo più in vasti spazi all'aperto, dove riuniva spesso fino a seicento convitati. Ne offrì uno anche sul canale di sfogo del lago Fucino, e ci mancò poco che venisse sommerso, perché le acque lasciate libere con impetuosità, strariparono. A tutti i banchetti ammetteva anche i suoi figli, con i fanciulli e le fanciulle nobili, che, secondo l'usanza di una volta, mangiavano seduti ai piedi dei divani. Poiché si sospettava che un convitato avesse rubato una coppa d'oro, lo invitò ancora il giorno dopo e gliene fece dare una di terracotta. Si dice anche che aveva pensato di pubblicare un editto che consentisse di emettere venti e rumori a tavola, perché era venuto a sapere che uno dei suoi convitati si era ammalato in quanto li aveva trattenuti per convenienza.